messa in cattedrale

San Pantaleone, Vallo della Lucania e la Diocesi in festa

VALLO DELLA LUCANIA. Solenni festeggiamenti, domani, a Vallo della Lucania, in onore di San Pantaleone, santo patrono della comunità vallese e dell’intera diocesi. Dopo la santa messa in cattedrale, nella mattinata, la processione pomeridiana, guidata dal vescovo, mons. Ciro Miniero,  partirà dalla Cattedrale, e attraverserà come sempre tutte le principali vie cittadine, con la statua del protettore seguita da altre venti icone venerate a Vallo della Lucania, Da Sant’Alfonso a San Luigi, da San Cataldo a San Vincenzo.  A Vallo della Lucania la devozione per il Santo Medico e Martire fu certamente introdotta dai monaci basiliani del monastero di S. Maria di Pattano. Con l’erezione della Diocesi nel 1851, S. Pantaleone ne divenne il protettore principale, e la sua chiesa di Vallo della Lucania fu elevata a Cattedrale. In essa è custodito il busto reliquiario ligneo, rivestito di argento, e la reliquia del Sangue, prelevato dall’ampolla conservata nel Duomo di Ravello.
La solennità liturgica di San Pantaleone ricorre proprio il 27 luglio, anniversario del suo martirio. Migliaia di fedeli, giunti da tutto il territorio della diocesi, sfileranno nella processione che raggiungerà, per uno dei momenti più importanti e sentiti della celebrazione, in piazza Vittorio Emanuele, con l’esposizione dei santi alla platea per un momento di forte preghiera. Altro momento toccante della processione di San Pantaleone, medico e martire, il transito lungo via Cammarota, e la sosta all’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania per l’omaggio agli ammalati presenti nel presidio ospedaliero vallese. Come sempre presenti numerose figure istituzionali del territorio cilentano con in testa il sindaco Antonio Aloia, assieme a tutta l’amministrazione. Al suo fianco anche rappresentanti istituzionali del territorio e numerosi primi cittadini del comprensorio. I festeggiamenti, civili, in onore di San Pantaleone, si concluderanno lunedì sera, con l’esibizione in piazza Vittorio Emanuele, di Paolo Belli.

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