INDAGINI DDA BARI E SALERNO

Battipaglia, smaltimento illecito di rifiuti: sequestrata Sele Ambiente Srl

Comunicato Stampa
11 aprile 2014 15:09

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BATTIPAGLIA. Eseguita stamani un’operazione interforze che ha coinvolto più di 150 investigatori del Nucleo Operativo Ecologico di Bari del Comando Carabinieri Tutela per l’Ambiente, della Direzione Investigativa Antimafia di Bari e del Comando Provinciale Carabinieri di Foggia, che costituisce l’esito di una complessa ed articolata operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, convenzionalmente denominata “Black Land” che ha interessato le province di Foggia, Barletta-Andria-Trani, Avellino, Caserta, Salerno, Benevento, Potenza e Campobasso.
Nel corso dell’operazione, è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 14 persone, ritenute a vario titolo, responsabili del reato ex art. 260 D. L. vo 152/2006 (attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti) oltre al sequestro di aziende, stabilimenti, automezzi pesanti, discariche abusive per un valore totale di 25 milioni di euro, sia in relazione al reato ambientale che agli illeciti amministrativi conseguenti previsti per gli enti.

L’attività, iniziata nel marzo 2013, grazie ad una serie di accertamenti preliminari, effettuati mediante l’utilizzo di sofisticati programmi informatici di monitoraggio ambientale del territorio. Le successive indagini, costituite da intercettazioni telefoniche, rilevazioni satellitari, servizi di osservazione (con videoriprese effettuate a distanza mediante telecamere ad infrarossi), acquisizioni documentali e consulenze ambientali hanno consentito di fare piena luce su sodalizio criminoso dedito ad attività organizzate per il traffico illecito, consistenti:

- nel tombamento di rifiuti speciali non trattati (cd. frazione umida), derivanti da un apparente impianto di compostaggio in un enorme cratere presente su un terreno agricolo ubicato in Ordona (FG);

- nello smaltimento illecito di rifiuti speciali derivanti da trattamento meccanico, (cd. frazione secca), provenienti da un impianto di stoccaggio ubicato in Foggia. I rifiuti speciali, illecitamente smaltiti, tutti provenienti da impianti di raccolta e stoccaggio ubicati in Campania, nelle province di Salerno, Caserta e Avellino, ammonterebbero ad un quantitativo non inferiore a 12.000 tonnellate.

Quanto alle modalità di gestione del traffico illecito, i rifiuti speciali, prodotti in diversi comuni delle province di Salerno e Caserta, dopo essere stati trasportati presso i siti di stoccaggio della SELE AMBIENTE di Battipaglia (SA) e della ILSIDE di Bellona (CE) venivano gestiti con il seguente schema:

- i rifiuti della cd. frazione umida venivano dapprima conferiti all’impianto di compostaggio della BIOCOMPOST IRPINO di Bisaccia (AV), quindi, senza subire alcun trattamento, accompagnata da falsa documentazione, venivano trasportati e gestiti come se si trattasse di ammendante, per essere definitivamente smaltiti mediante “tombamento” in un enorme cratere ricadente su un area agricola sita in Ordona, gestita dall’EDIL C., ove vi era una autorizzazione al ripristino ambientale;

- i rifiuti della cd frazione umida venivano invece conferiti alla SPAZIO VERDE PLUS di Carapelle (FG) e, dopo essere stati trasportati presso un capannone di stoccaggio sito in località Santa Cecilietta di Foggia, venivano illecitamente sversati in aree diversificate ricadenti nelle regioni di Puglia, Campania, Basilicata e Molise, talvolta anche nei pressi di zone lacustri e corsi d’acqua di grande rilevanza paesaggistica e faunistica, protette. In taluni casi i rifiuti venivano incendiati subito dopo lo sversamento. Per gli smaltimenti illeciti veniva utilizzata come base operativa l’area di parcheggio di Carapelle (FG) della ECOBALL BAT di Cerignola.

Si segnala, da ultimo, che il nominativo di uno degli arrestati risulterebbe presente nella lista consegnata, in data 7 ottobre 1997, dal collaboratore di giustizia Carmine Schiavone alla “Commissione Parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti”, come titolare di una impresa coinvolta nelle dinamiche della cd ecomafia campana.

I NOMI. Sono 14 le persone destinatarie delle ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip del Tribunale di Bari, per altre 3 il gip ha rigettato la richiesta dei pm: 13 al momento le persone arrestate. Disposto il carcere per Gerio Ciaffa, 41 anni di Ordona, amministratore di fatto della "Edil C" e della "Pl trasporti"; Erminio Arminio, 36 anni, Bisaccia, amministratore della "Biocompost Irpino"; Pasquale Martino Di Ieso, 45 anni, Avellino, responsabile dei flussi della "Biocompost"; Giuseppe Zenga, 27 anni, Carapelle, autotrasportatore; Gianluca Cantarelli, 32 anni, Aversa, autista; Giuseppe Francesco Caruso, 28 anni, Ordona, autista; Donato Petronzi, 37 anni di San Paolo di Civitate, titolare dell’omonima ditta di trasporti; Giuseppe Gammarota, 33 anni, Carapelle, dipendente della coop "Spazio verde plus"; Francesco Di Leno, 54 anni, Carapelle, autista; Donato Del Grosso, 47 anni, autista; Claudio Durante, 38 anni, Stornarella e Francesco Pelullo, 38 anni di Cerignola, proprietari di terreni messi a disposizione per sversare i rifiuti della frazione secca; Giuseppe De Nittis, 36 anni di Castelluccio dei Sauri, legale rappresentante della "Edil C". Il quattordicesimo destinatario del provvedimento di cattura sarebbe un altro foggiano. 

Inoltre, relativamente all’impianto di cui in sequestro:
– le attività investigative sono state effettuate congiuntamente dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Salerno, agli ordini del Capitano Giuseppe Ambrosone, e da quelli del NOE di Bari;
– è stata data esecuzione anche al Decreto di Perquisizione Locale e Personale, con conseguente sequestro, emesso dalla medesima A.G. a carico del legale rappresentante e del direttore commerciale/gestore di fatto dell’azienda, indagati per traffico illecito di rifiuti speciali non pericolosi dalla Campania alla Puglia, ex art.260 del codice dell’ambiente, in particolare perché, in concorso tra loro e con gli altri indagati di cui all’ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Bari su richiesta della locale DDA, mediante ripartizione delle modalità esecutive della condotta, al fine di conseguire l'ingiusto profitto rappresentato dal risparmio di spesa derivante dalla mancata attivazione delle corrette procedure di gestione dei rifiuti prescritte dalla legge con la sopportazione dei relativi costi e prezzi di mercato, con più operazioni e attraverso l'allestimento di mezzi ed attività continuative organizzate, gestivano abusivamente ingenti quantitativi di rifiuti speciali non pericolosi per un volume complessivo di 3840 tonnellate circa (frazione secca di cui al codice CER 191212 per 1260 tonnellate e frazione organica di cui al codice CER 200108 per 2580 tonnellate), raccolti dalla “Sele Ambiente srl” e poi fatti trasportare e smaltire illecitamente nelle province di Foggia, BAT e Benevento
– l’Autorità Giudiziaria ha proceduto alla nomina di un amministratore giudiziario con poteri di gestione ed amministrazione aziendale, con particolare riguardo alla gestione del flusso dei rifiuti nel pieno rispetto del decreto legislativo n.152/2006 (Codice dell’Ambiente)

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