Curia di Vallo revoca idoneità all'insegnamento al diacono "ribelle" Aniello D'Angelo

Redazione
27 dicembre 2009 16:26

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La Curia di Vallo della Lucania, alla vigilia di Natale, ha “licenziato” come insegnate di religione Aniello D’Angelo, il diacono originario di Centola e residente ad Agropoli che aveva chiesto la riduzione allo stato laicale pubblicando la sua richiesta persino su Facebook. In una lettera inviata il 29 giugno scorso a Papa Benedetto XVI, aveva infatti spiegato che “la chiesa moderna non si riflette più in quella voluta da Gesù”. D’Angelo, dunque, non potrà più insegnare religione nelle sei scuole cilentane dove lavorava, come stabilito da un decreto della diocesi di Vallo a firma del vescovo Giuseppe Rocco Favale, nel quale si spiega che il diacono “nel denigrare l’operato della chiesa cattolica e di questa diocesi, si è rifiutato di accettare un invito a giustificare ed eventualmente rivedere il suo comportamento gravemente lesivo della comunione ecclesiale, ritenendo in coscienza il prof. D’Angelo non sia più idoneo all’insegnamento”. È stato lo stesso diacono ad annunciare, sempre su Facebook, il provvedimento della Curia. Sul popolare social network, D’Angelo aveva pubblicamente rivelato di aver chiesto al Santo Padre di “lasciare la chiesa ed essere depennato dai registri parrocchiali, diocesani e vaticani”. Poi, ha rincarato così la dose: “Ancora una volta, la chiesa cattolica usa il suo potere temporale per arrecare danno e sofferenza all’uomo. Sono amareggiato ma non sorpreso, e dal primo gennaio mi metterò in cerca di un nuovo lavoro”. Una decina di giorni fa, un’altra missiva inviata dal vicario generale, Guglielmo Manna, intimava al diacono di rivedere la propria posizione per non incorrere la revoca dell’idoneità all’insegnamento.

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