Quando ogni scherzo vale: storia ed origine del Carnevale

Redazione
05 marzo 2011 14:49

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La festa di Carnevale viene identificata con l'allegria perché caratterizzata da colori fantasiosi, maschere e schiamazzi. In quel giorno, si sa, ogni scherzo "vale" ed il commercio legato a questo momento dell’anno raggiunge il suo apice; vengono acquistati vestiti da indossare solo per qualche ora, poi, al termine della sfilata di carri e mascherine, rimangono soltanto piazze e strade da ripulire da festoni e coriandoli. Ma da dove trae origine il Carnevale? Di quali concetti religiosi e morali è portatore?
La parola carnevale deriva dal latino "carnem levare" ("eliminare la carne") perché, anticamente, indicava il banchetto che si teneva l'ultimo giorno di carnevale (il cosiddetto martedì grasso), subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima. Le prime testimonianze dell'uso del vocabolo "carnevale" (detto anche "carnevalo") vengono da testi della fine del XIII secolo. Il carnevale non ha una ricorrenza annuale fissa ma varia, in concomitanza con la Pasqua. Secondo antiche tradizioni il Carnevale durava l'intero periodo invernale, dal giorno di commemorazione dei defunti (2 novembre) sino al primo giorno di Quaresima ed il travestimento serviva non a nascondere la propria identità ma a rimandarne ad un'altra. Per la Chiesa cattolica il Tempo di Carnevale è detto anche Tempo di Settuagesima, ed è considerato come un periodo per riflettere e riconciliarsi con Dio. Ed i caratteri del carnevale, anche se fanno parte della tradizione cristiana, provengono da festività molto più antiche. Per Greci e Romani questa momento dell’anno rappresentava una fase di rinnovamento, evidentemente simbolico, durante la quale il caos sostituiva l’ordine costituito. Gli antichi romani, durante i Saturnali (festa dedicata al Dio Saturno) arrivavano a scambiarsi i ruoli:gli schiavi indossavano i panni dei padroni, concedendosi per una settimana ogni libertà. Veniva anche effettuata una estrazione (che non riguardava la migliore maschera) che premiava, a sorte, una specie di re della festa, che aveva ogni potere.
Il carnevale è  anche considerata una festa contadina, che risale ai riti tradizionali della stagione invernale. L'esplosione di gioia e l'uso della maschera avevano la funzione di tenere lontani gli spiriti malefici, con il mascheramento che dotava l’uomo di un temporaneo potere, sempre simbolico, rispetto agli animali. Il gesto di bruciare un fantoccio, molto utilizzato, andava a richiamare i sacrifici primitivi.
Con il trascorrere dei secoli la festa di Carnevale sembra aver perso i suoi connotati originari e poche restano le analogie con il passato.

Lisa Pinto

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