INAUGURATA LA SEDE ELETTORALE
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Capaccio, Comunali 2017. Palumbo si presenta: "Mi voteranno le persone stanche del malgoverno"

CAPACCIO PAESTUM. Amministrative 2017 a Capaccio Paestum. Si è tenuta questa sera l’inaugurazione della sede elettorale, ubicata in Viale della Repubblica, e la presentazione ufficiale agli elettori del candidato sindaco Franco Palumbo (nella foto). Al suo fianco diversi candidati al Consiglio comunale, in particolare giovani e volti nuovi, inseriti nelle liste civiche a sostegno della coalizione contraddistinta dallo slogan #farebene: tre quelle già annunciate ufficialmente, mentre una quarta lista dovrebbe essere completata e annunciata a breve insieme a tutte le altre. Attraverso la diffusione di un opuscolo, sono stati illustrati i punti salienti del programma elettorale: turismo, agricoltura, ambiente, mobilità, ricettività, offerta digitale, scuola e istruzione, sociale, sviluppo artigianale, sport, borgate e centro storico. Hanno preso parte alla presentazione ufficiale anche quattro candidati consiglieri: Giovanni Piano, Jessica Avagliano, Giovanni Cirone e Melania Sannino (ascolta le interviste).

FRANCO PALUMBO: “MI VOTERANNO LE PERSONE STANCHE DEL MALGOVERNO”
“Questa inaugurazione rappresenta un momento importante, il primo passo per divulgare il nostro progetto di cambiamento per Capaccio Paestum, che ne ha tanto bisogno - esordisce Palumbo - ma anche una risposta ai tanti gufi che, negli ultimi giorni, si divertivano a comunicare che non mi sarei più candidato, che non avevo liste. Invece eccomi qua, pronto a dare filo da torcere a tutti, certi che siamo dalla parte della gente per guidare una città che dovrà essere di tutti, dando l’opportunità ai cittadini di votare persone giovani che si faranno conoscere ed apprezzare, totalmente libere di mente e da lacci e lacciuoli”.
Cosa l’ha spinta a lasciare la carica di sindaco di Giungano per ambire a diventare primo cittadino di Capaccio Paestum?
“Si sono dette tante sciocchezze su questo aspetto, dico solo che oggi l’Europa c’insegna che bisogna uscire dalle singole municipalità e ragionare per area vasta, con visione ampia. Oggi sento altri candidati sindaci parlare di me come ‘straniero’ e resto allibito, perché mi rendo conto che non sanno quello che dicono e si sceglie una deludente approssimazione per confrontarsi anziché discutere di programmazione seria, smettiamola di mortificare la gente e questo comune, che ha bisogno di un drastico cambio di vedute”.
La sua è una candidatura sospinta più dai cittadini o dalla politica?
“È stato un invito a 360 gradi, per lo più giuntomi dai giovani, dalle persone stanche di subire, ma anche dalla politica perché so amministrare bene e si avvertiva la necessità di proporre un candidato che avesse queste caratteristiche. A votarmi saranno le persone stanche del malgoverno”.
È singolare che un sindaco in carica si proponga a sindaco in un altro comune: cosa risponde a chi ha interpretato questa decisione come un’offesa ai politici capaccesi?
“Qui non si parla di offese ma di problemi, ed a Capaccio Paestum ce ne sono veramente tanti. Quindi nessuna lezione ad altri bensì desiderio di dare un contributo concreto. E poi il fatto che vengo da fuori mi rende libero da lacci e interessi per poter governare nell’interesse di tutti”.
Amministrare un comune è anche viverlo: verrà ad abitare a Capaccio Paestum?
“Sicuramente lo farò, anche se non vedo tutta questa esigenza visto che abito ad appena 3 km di distanza. Di sicuro farò il sindaco a tempo pieno”.
Ci dica tre punti salienti che realizzerà da subito se dovesse essere eletto sindaco.
“In primis la riorganizzazione della macchina amministrativa, poi dovremo ripristinare l’ordinario, ovvero strade e scuole sicure; terzo, impostare la programmazione delle opere pubbliche che dovremo realizzare nel quinquennio di governo, concertandoci con la filiera istituzionale”.

IMMAGINI ED INTERVISTE NEL TGSTILE DI LUNEDì 20 MARZO

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