AMARA SCOPERTA DOPO 2 ANNI

Alluvione 2015, zero risarcimenti a Capaccio: “Comune inviò pratiche in ritardo”, agricoltori inferociti

CAPACCIO PAESTUM. Nessun risarcimento per gli ingenti danni subiti nell’alluvione del 2015 a Capaccio Paestum: 211 in tutto gli imprenditori agricoli che ne avevano avanzato richiesta, i quali non solo resteranno a mani vuote, ma dovranno ingoiare anche il rospo di una negligenza clamorosa da parte dell’ente comunale.
A comunicare l’amara notizia, nero su bianco, è stata la Regione Campania, in risposta ad una specifica nota inviata via pec, il 22 novembre scorso, dalla locale Associazione ‘Difesa del Territorio’, richiedente spiegazioni sul perché non fossero stati ancora effettuati, dall’ente regionale, i dovuti sopralluoghi tecnici di riscontro dei danni cagionati dalla tracimazione del Sele nel gennaio 2015.
Nella missiva di risposta del 30 novembre scorso inoltrata dalla Direzione Generale regionale - Area Governo del Territorio, Lavori Pubblici e Protezione Civile (a firma del dirigente Massimo Pinto), la Regione ha infatti reso noto che i sopralluoghi non si sono mai svolti, e mai si svolgeranno, perché “il Comune di Capaccio Paestum non ha inoltrato le pratiche di risarcimento dei danni patiti, alla Giunta Regionale, entro e non oltre il 10° giorno non festivo successivo alla data della calamità naturale, come previsto dal punto 7 della direttiva allegata al DGR n. 410/2010”.
In realtà, il Comune di Capaccio Paestum inviò le pratiche all’Unità Operativa Dirigenziale preposta all’istruttoria ed al vaglio delle richieste di risarcimento danni, ma solo “dopo circa 16 mesi dall’evento, causando di fatto l’improcedibilità e la consequenziale archiviazione di tutte le istanze, a causa del ritardo con cui le stesse sono state presentate”: questo è quanto riportato testualmente, invece, nell’allegata copia della ‘Nota d’archiviazione’ inviata all’ente civico dalla Regione Campania (a firma dei due funzionari regionali delegati - arch. Giovanni Biascioli e dott. Italo Giulivo) addirittura il 17 maggio 2016, ovvero oltre un anno e mezzo fa. Una nota della quale gli alluvionati capaccesi, però, non sono stati mai informati, ed ora sono sul piede di guerra.

LA RABBIA DEGLI ALLUVIONATI: “VOGLIAMO I RESPONSABILI”
“Della nota d’archiviazione del 17 maggio 2016 non ne abbiamo saputo mai nulla, l’abbiamo scoperto solo oggi – spiega a StileTV Matteo Castoro, presidente dell’Associazione ‘Difesa del Territorio’ – si tratta di un documento fondamentale, perché certifica che, a causa del notevole ritardo nell’invio delle pratiche, il Comune di Capaccio Paestum ha effettivamente causato la perdita dei risarcimenti alle numerosissime aziende e famiglie danneggiate dall’alluvione in questione, in tutto 211. È una negligenza gravissima da parte dell’ente pubblico, che invece di tutelare la comunità ha provocato ulteriori danni. Per tale ragione, abbiamo convocato un’assemblea pubblica per il giorno 5 dicembre prossimo, a Ponte Barizzo, alla presenza dell’attuale Amministrazione comunale, in quanto siamo tutti decisi ad intraprendere azioni legali contro l’ente Comune per non aver assolto, nei tempi dovuti, a quanto era di sua competenza”.
Alle stelle la rabbia e la delusione di diversi agricoltori ed allevatori, ricevuti nella nostra redazione con carte e pratiche alla mano: “Come mai il Comune, che pure ci mise a disposizione un agronomo per preparare le pratiche, ha inviato le richieste solo dopo 16 mesi? Di chi è la colpa di questo gravissimo ritardo? E soprattutto, perché nessuno ci ha mai avvisato dell’archiviazione da parte della Regione? Perché ce l’hanno tenuta nascosta? Vogliamo sapere chi sono i responsabili di tutto questo”.

LA STIMA DEI DANNI
Ammontarono precisamente a 5.978.000 euro i danni complessivi causati a famiglie ed aziende agricole, zootecniche, florovivaistiche e proprietari terrieri, dall’esondazione del Sele del 30-31 gennaio 2015. La cifra rappresenta il totale delle richieste di risarcimento danni presentate presso la sede della protezione civile a Gromola e di vari patronati: a raccoglierle fu il preposto ufficio approntato dal Comune di Capaccio Paestum per l’emergenza. Il conteggio dei funzionari comunali delegati stimò, inoltre, che furono circa 1.200 gli ettari di terra interessati in qualche modo dall’alluvione, di cui 414 quelli riconducibili a poderi e terreni che hanno subito danni alle colture.

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