SABATO 17 FEBBRAIO (ORE 10.00)
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Battipaglia, all’I.C. ‘Gatto’ appuntamento con ‘Cos’è l’Amore?’

Comunicato Stampa
13 febbraio 2018 18:01

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BATTIPAGLIA. Appuntamento con ‘Cos’è l’Amore?’ all’Istituto Comprensivo ‘Alfonso Gatto’ di Battipaglia, sabato 17 febbraio, alle ore 10.00. Con la partecipazione del Liceo Statale ‘Regina Margherita’ di Salerno, gli interventi di Rita Alfano, delegato alla Cultura del Comune di Battipaglia, di Anna Cappuccio, psicologa e psicoterapeuta, del giornalista e scrittore Geppino D’Amico e dell’avvocato ed orientatore familiare Laura Landi. Modera il giornalista Carmine Landi. Di seguito uno stralcio dell’intervento dello scrittore e giornalista Geppino D’Amico che tratterà delle ‘Lettere d’amore di Enrichetta di Lorenzo”. “Nell’immaginario collettivo Errichetta Di Lorenzo – scrive D’Amico - è una donna sposata che lasciò il marito e tre figli per fuggire con Carlo Pisacane. Per questo fu a lungo perseguitata dai Borbone ma anche dalla madre che voleva a tutti i costi il suo rientro a Napoli magari dopo avere partorito il figlio che aspettava da Carlo Pisacane lasciandolo in un brefotrofio (in realtà sarà una bambina che, però, morirà pochi mesi dopo la nascita)
Per chi ne conosce la vera storia, Errichetta è una donna coraggiosa che lotta per la propria emancipazione e contro la morale del tempo che toglieva alle donne qualsiasi diritto di autodeterminazione, soggette come erano prima alla tutela del padre e dei fratelli e, una volta sposate, al marito. Per le sue battaglie Errichetta va inserita a pieno titolo nell’elenco di quelle donne che hanno combattuto a lungo per vedere affermato il loro diritto alla emancipazione e all’autodeterminazione ma anche per l’unità dell’Italia.
Nata nel 1820 in una famiglia borghese, a 18 anni, a seguito della morte del padre viene data in moglie ad un lontano parente, il conte Dionisio Lazzaro, più anziano di lei ma benestante. Un matrimonio combinato secondo la mentalità del tempo.
Purtroppo, gran parte dell’epistolario con Carlo, custodito dalla figlia Silvia, fu bruciato dalla sorella di Giovanni Nicotera, amico e compagno d’armi di Carlo, il quale dopo la morte di Errichetta aveva adottato la ragazza.
Le lettere di cui disponiamo sono quelle inviate da Errichetta alla madre e al fratello Achille, ritrovate dalla prof.ssa Laura Guidi dell’Università di Napoli.
Errichetta difende strenuamente il suo amore per Carlo ma rivendica anche un ruolo diverso per le donne nella società del tempo”.

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