TURISMO E GASTRONOMIA

Capaccio, Pina Pisani e il Nettuno: ritratti di gusto su 'Cucina a Sud'

Redazione
08 giugno 2018 16:52

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CAPACCIO PAESTUM. Buona tavola e paesaggio da sogno. Un binomio vincente e ricercato dai turisti che, spesso, porta la città di Capaccio Paestum alla ribalta su riviste nazionali ed internazionali. Questa volta, a dare grande visibilità in tal senso alla città dei Templi è la rivista ‘Cucina a Sud’, che nell’ultimo numero ha dedicato due pagine interne, con foto-notizia anche in copertina, al noto ristorante ‘Nettuno’, sito nel cuore dell’area archeologica di Paestum. Protagonista dell’intervista è la proprietaria, Pina Pisani, che nell’intervista racconta “il gusto del classico e l’eredità del Nettuno” (nella foto). Questo il testo integrale riportato dalla testata nazionale:

La Iocation è superba: il ristorante Nettuno è incastonato all’ombra delle colonne doriche del tempio di Poseidone. La storia del luogo forma un tutt’uno con quella della famiglia fondatrice, i Pisani, che diedero vita all’attività lavorativa durante il ventennio fascista, nel 1929 precisamente, pare per volere di Mussolini.
“Veniva dalla Costiera mio nonno”, racconta non senza una punta di compiacimento Pina Pisani, l’attuale proprietaria. Il nonno era Luigi che, amalfitano di origine e dunque già all’epoca avvezzo ai circuiti turistici internazionali, arriva nella piana pestana e, da vero pioniere, decide di prendere in gestione un antico casale del Settecento, trasformandolo in un luogo di ristoro in un territorio che era esclusivamente a vocazione contadina. Il casale, ancora attuale sede del ristorante, inglobava una delle torri della cinta muraria dell’area archeologica, la Porta della Giustizia.
La tradizione di famiglia viene portata avanti dal figlio Arnaldo e diventa tappa obbligata per importanti personalità: regnanti, scrittori, capi di stato.
La cucina, sebbene fortemente ancorata alla tradizione (ed alle materie prime) del luogo, mantiene l’impronta europea, quella del Grand Tour Per intenderci, che il fondatore ha portato con sé dalla Costa d’Amalfi. Ne è testimonianza un piatto in particolare, i ‘crespolini’, crepes farcite esclusivamente con mozzarella di bufala, preparato ancora oggi, dopo novant’anni, con rara maestria su ricetta originale di nonno Luigi. La signora Pina, figlia di Arnaldo, è la degna erede del bagaglio cultural-gastronomico della famiglia. La sua presenza in sala e in cucina, validamente affiancata dallo chef Carmine Cafaro, è tutta volta affinché venga rispettata la tradizione mediterranea, la nostra. Una cucina, soprattutto a base di pesce, squisita nella sua semplicità dove il pescato arriva dal golfo di Castellabate ed il menù è modulato secondo quanto arriva dai pescherecci.
“Da me si viene per mangiare e mangiare bene” afferma convintamente la signora Pina ed aggiunge sorniona “il piatto va gustato e non solo fotografato”. E questa frase la dice lunga sul suo modo d’intendere la cucina.

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