DAL 15 MARZO

Salerno, mostra di Sergio e Marco Vecchio al Museo Archeologico

Comunicato Stampa
12 marzo 2019 12:24

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SALERNO. Il 15 marzo pv alle ore 18,00, presso il Museo Archeologico Provinciale di Salerno, si terrà l’inaugurazione della bipersonale di Sergio e Marco Vecchio “Mitografie” che si protrarrà fino al 9 aprile. Porteranno i saluti istituzionali il Presidente della Provincia Michele Strianese. Saranno presenti Roberto Fedele, per la Fondazione Ezio De Felice, inoltre il Consigliere Politico Mariarosaria Vitiello, il Dirigente del Settore Musei, Biblioteche e Pinacoteche, Ciro Castaldo, i due curatori Raffaele D’Andria e Gabriella Taddeo che illustreranno il senso della mostra. A moderare la serata sarà la giornalista Olga Chieffi.

Il pater familias Sergio, personalità tanto schiva quanto propositiva, ha formato per un quarantennio generazioni di giovani con capacità didattica e profonda sensibilità. Presente con monografiche in Italia ed all’estero ha promosso innumerevoli progetti, ma quello principale e irrealizzato rimane l’idea di un “Museo della memoria” da collocare presso la stazione di Paestum.

Il figlio Marco, artista e performer visivo-musicale, da un ventennio si è imposto anch’esso sulla scena dell’arte contemporanea, ma oltre alla pittura ha scelto anche l’interior - design. Radice comune fra loro rimane la tematica e la figurazione mutuata dall’Humus d’origine, dalla terra paestana che entrambi in modo diverso hanno contemporaneizzato e proiettato verso il dopo grazie a materiali, tecniche innovative, cromie rigenerate e volontà di dialogare col proprio tempo.

Con la mostra Mitografie - dichiara il Presidente Strianese - si vuole proporre all’attenzione la storia e l’esperienza della famiglia Vecchio: due fisionomie artistiche a confronto per sondare e far luce sulle assonanze e dissonanze che coniano in parallelo, in simmetria, ma non in coincidenza la loro unica ed inconfondibile soluzione stilistica. Le loro opere, in maniera diversa, sono attraversate dalla mitologia reinterpretata secondo propri codici e un proprio immaginario. Questa bipersonale rende omaggio a due grandi artisti internazionali rimasti ancorati al nostro territorio”

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