OPPOSIZIONE DI CHELYS E KENNEDY

Capaccio Paestum, traslazione del lido Le Nereidi finisce in tribunale

Alfonso Stile
14 marzo 2019 09:40

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CAPACCIO PAESTUM. Finisce in tribunale lo spostamento del noto lido Le Nereidi di Capaccio Paestum dalla località Varolato al lungomare della Laura. Il Comune di Capaccio Paestum, infatti, ha incaricato l’Avvocatura civica a resistere in giudizio al ricorso presentato, innanzi al Tar di Salerno, dai proprietari di altri due noti stabilimenti balneari, il Chelys Beach e il Lido Kennedy, per l’annullamento previa concessione di idonea tutela cautelare, della delibera di Giunta comunale n. 248 del 3 maggio 2018 e relativi atti consequenziali inerenti, appunto, l’istanza di traslazione del lido Le Nereidi da una parte all’altra della costa pestana, ovvero proprio tra il Chelys Beach e il Lido Kennedy.
Il Regolamento comunale per la gestione del demanio marittimo, approvato dall’ex Amministrazione comunale di Capaccio Paestum, prevede la suddivisione del litorale in cinque ambiti di balneazione, in ciascuno dei quali vige il rispetto del 30% da destinare a spiaggia libera, includendo le concessioni già esistenti. Dopo aver acquisito in maniera preliminare il parere favorevole del funzionario responsabile dell’Area I, Antonio Rinaldi, l’ex Amministrazione Palumbo, però, con apposita delibera dell’esecutivo, approvò la richiesta di surroga mediante traslazione dell’area demaniale marittima in concessione, ai sensi dell’art. 15 del Regolamento comunale demaniale vigente, presentata dai proprietari dello stabilimento balneare Le Nereidi, senza alcun dubbio, negli anni, il più danneggiato dalle mareggiate invernali (nella foto) e fortemente penalizzato dal fenomeno dell’erosione costiera, a seguito della drastica riduzione della battigia attrezzata alla fruizione, ai limiti dell’estinzione della concessione demaniale stessa: una situazione che ha arrecato evidenti danni economici ai titolari.
Autorizzazione che, però, non fu rilasciata quell’estate dall’Ufficio demanio marittimo, anche perché già all’epoca il legale dei due lidi ricorrenti, l’avv. Antonio Di Filippo, impugnò l’atto. Traslazione che, invece, fu poi approvata a fine anno 2018, innescando un nuovo ricorso basato sul mancato rispetto del limite del 30% nell’ambito balneare in questione, area peraltro già destinata alla pubblica fruizione nonché sito SIC protetto per la presenza delle caratteristiche dune con i gigli di mare.
Un tratto di spiaggia che, tra l’altro, fu posto sotto sequestro proprio la scorsa estate a seguito di un’indagine della Procura della Repubblica di Salerno, tuttora in corso, innescata dalla denuncia penale di due soggetti sorpresi ad irrorare la duna di diserbante pericoloso, che culminò con l’intossicazione di un bambino.

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