IMMOBILE INTESTATO AL MARITO

Casal Velino, abusi edilizi: sigilli alla villa della famiglia della sindaca Pisapia

Alfonso Stile
15 aprile 2019 11:56

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CASAL VELINO. Villa abusiva in area protetta: sigilli alla villa della famiglia della sindaca di Casal Velino, Silvia Pisapia. La scoperta dell’illecito è scaturita dall’impegno sul territorio di competenza dei carabinieri della Compagnia di Vallo della Lucania, coordinati dal cap. Mennato Malgieri, finalizzati al contrasto del fenomeno dell’abusivismo edilizio: numerose le persone denunciate, negli ultimi giorni, che hanno violato la normativa d’interesse, esecuzione di lavori in assenza del permesso di costruire ed in area sottoposta a vincolo paesaggistico-ambientale o in assenza del nulla-osta dell’Ente Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.
In mattinata, i carabinieri della stazione di Acquavella hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, che ha interessato una villa in località Cermoleo del Comune di Casal Velino, in luogo sottoposto a vincolo paesaggistico e ambientale rientrante nella perimetrazione del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e Alburni.
Abusivamente, veniva realizzato un fabbricato per civile abitazione, nonostante la richiesta riguardava la realizzazione di un fabbricato ‘casa rurale’ distribuito su tre livelli peraltro con difformità planivolumetriche, il sequestro ha interessato un’area di oltre 1.300 mq. Sono sei le persone denunciate tra direttore dei lavori, committente, impresa esecutrice e responsabile dell'ufficio tecnico, che a vario titolo ed in concorso tra loro, avevano dato avvio ad un ulteriore scempio. Il titolare dell’immobile, denunciato in quanto proprietario e committente, è il marito dell’attuale sindaca di Casal Velino, Silvia Pisapia: a seguito delle investigazioni, l’opera risulta realizzata senza la previa redazione di un progetto e senza la direzione di un tecnico abilitato ed iscritto nel relativo albo; omessa, inoltre, la denuncia presso lo sportello unico, dove non risultano depositati i progetti esecutivi, omettendo di attenersi ai criteri tecnico descrittivi prescritti per quelle zone. Il tutto in zona paesaggistica soggetta alle leggi speciali e senza il preventivo nullaosta dell’ente Parco. Infine, realizzavano una lottizzazione abusiva provvedendo al cambio di destinazione d’uso dell’intero immobile da fabbricato rurale a civile abitazione nonostante l’esclusiva destinazione agricola del terreno.

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