LIBERATO MICCOLI

Castellabate, spinse la moglie dalle scale: Appello conferma 12 anni per l'uxoricida

Redazione
11 giugno 2019 13:03

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CASTELLABATE. Confermata in Appello la condanna a 12 anni di carcere per Liberato Miccoli, il 57enne che, nel maggio del 2015, picchiò la moglie Angela Della Torre, madre di 4 figli, fino a causarne la morte, avvenuta sette mesi dopo, per le gravi lesioni riportate dalla donna (entrambi nella foto).
I giudici della Corte d’Assise d’Appello di Salerno hanno condiviso la tesi dell’omicidio preterintenzionale che in primo grado portò alla condanna dell’ex ferroviere arrestato, il 23 maggio 2017, a Santa Maria di Castellabate, dai carabinieri della Compagnia di Agropoli, diretti dal cap. Francesco Manna. La Corte non ha accolto la tesi della difesa dell’imputato secondo cui l’uomo con un gesto istintivo avrebbe spinto accidentalmente la moglie, che gli si era avventata addosso per gelosia, procurandole la caduta dalle scale. La versione sostenuta dall’uxoricida contrasta, infatti, con i risultati delle indagini portati avanti dalla Procura di Vallo della Lucania e con gli accertamenti tecnici disposti dal pm Paolo Itri, titolare del fascicolo che hanno rivelato incongruenze tra la tesi di una caduta accidentale e le ferite riscontrate sul cranio della donna. L’ex ferrovierie fu arrestato nel 2017 e, da allora, si trova ristretto nel carcere di Vallo della Lucania. Il provvedimento restrittivo scaturì dall’attività investigativa avviata, nel maggio del 2015, dai militari della Stazione di Santa Maria di Castellabate, a seguito delle gravi lesioni riportate dalla moglie, deceduta proprio a causa delle stesse il 29 dicembre 2015, presso una struttura riabilitativa di Telese Terme.
L’indagine, infatti, fece emergere che Miccoli, pochi giorni prima, il 20 maggio 2015, durante una lite scaturita per futili motivi all’interno dell’abitazione familiare, avrebbe ripetutamente percosso la donna procurandole un violentissimo trauma cranico. L’uomo, però, chiamò i soccorsi e questo gesto gli ha evitato un’imputazione per omicidio volontario. Angela Della Torre, dopo essere stata ricoverata presso l’ospedale di Vallo della Lucania in gravissime condizioni, fu successivamente trasferita presso la struttura medica riabilitativa del Beneventano dove poi è deceduta. Dall’esito dell’autopsia e dai successivi approfondimenti investigativi emersero gravi indizi a carico del marito e fu accertata anche una serie di ripetute violenze subite dalla donna nel corso degli anni.

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