REVOCATE TUTTE LE LICENZE

Capaccio, interdittiva antimafia: prefetto chiude lido, Tar rigetta ricorso dei titolari

Alfonso Stile
27 giugno 2019 15:28

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CAPACCIO PAESTUM. Interdittiva antimafia: chiuso stabilimento balneare sulla costa di Capaccio Paestum. Il provvedimento è stato adottato lo scorso 14 maggio dal prefetto di Salerno, Francesco Russo, nei confronti della società che gestisce il lido Kennedy, a carico della quale il responsabile dell’Ufficio Demanio Marittimo comunale ha subito disposto la revoca della concessione demaniale marittima, della licenza commerciale per l’apertura ed esercizio dell’attività nonché del titolo abilitativo alla somministrazione di cibi e bevande.
L’interdittiva è stata adottata dalla prefettura sulla scorta del parere favorevole del Gruppo Ispettivo Antimafia. La società interessata ha inoltrato immediato ricorso al Tar di Salerno chiedendo l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, di tutti i provvedimenti adottati da prefetto, funzionario comunale e polizia municipale. I giudici della prima sezione (presidente Francesco Riccio, a latere Angela Fontana e Fabio Maffei), nella camera di consiglio di ieri, 26 giugno, uditi i legali difensori della società, hanno evidenziato che la stessa “è di fatto riconducibile fino al 2017 ad un soggetto  condannato con sentenza definitiva per reati associativi e per tentativo di estorsione, condotte delittuose evidenziate in tutti i provvedimenti giurisdizionali adottati in sede penale posti a fondamento dell’interdittiva”.
Per i magistrati del Tar, inoltre, non è apparso decisivo “al fine di escludere il tentativo di infiltrazione mafiosa” la circostanza illustrata e documentata dal pool di avvocati difensori della società “che una parte dei beni oggetto di confisca siano stati restituiti alla moglie del ricorrente in quanto, invece, per altri beni è stato confermato dalla Corte d’Appello di Salerno - Sez. Misure di Prevenzione, il decreto di confisca, in quanto tali beni sono stati ritenuti provento di attività illecita”, ritenendo in merito “alla prosecuzione dell’attività ai fini della tutela della posizione dei lavoratori in essa impiegati” che può essere “adeguatamente valutata dall’autorità competente laddove sussistano i presupposti”.
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, nel respingere così la domanda cautelare, ha compensato tra le parti le spese, ordinando all'Amministrazione comunale di eseguire l’ordinanza.
Inoltre, “ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'art. 52, comma 1 D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata”, ha demandato alla Segreteria "di procedere all’oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi altro dato idoneo ad identificare i soggetti nominati nel presente provvedimento”. L'avv. Marcello Fortunato, a capo del collegio difensivo della società che gestisce lo stabilimento balneare in questione, denominato Lido Kennedy, annuncia di aver presentato immediato appello avverso l'ordinanza di rigetto dell'istanza cautelare emessa dai giudici del Tar di Salerno. 

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