CONTESTATI SPOGLIO E INCOMPATIBILITÀ

Consorzio Bonifica Paestum, guerra di ricorsi in Regione: esito elezioni in bilico

Alfonso Stile
11 luglio 2019 10:24

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CAPACCIO PAESTUM. Guerra di ricorsi al Consorzio Bonifica di Paestum: esito delle elezioni in bilico. A presentarli preventivamente alla Regione Campania, per motivi diversi, sono stati sei consorziati, alcuni dei quali candidati nella tornata elettorale consortile del 30 giugno scorso.
In primis, l’ex presidente dell’ente Vincenzo Fraiese, eletto nel Consiglio dei delegati in seconda fascia, il quale, attraverso un’articolata segnalazione alla Giunta regionale, contesta le modalità di spoglio tenutesi nel seggio 1. Secondo i legali dello Studio Abbamonte che assiste Fraiese, infatti, lo scrutinio sarebbe avvenuto in maniera illecita, sotto gli occhi dello stesso Fraiese, del candidato Vincenzo Gravina e del presentatore della loro lista ‘Consorziati e Territorio’, Orlando Mandetta: in particolare si contesta che, a porte chiuse, l’urna sia stata aperta preselezionando tutte le schede per poi appoggiarle sul tavolo, quando il Regolamento elettorale prevede, invece, che il presidente del seggio, dopo aver preventivamente accertato e mostrato i sigilli intatti dell’urna, debba procedere allo spoglio scheda per scheda leggendo le preferenze ad alta voce. In subordine, si chiede di verificare alcuni voti contestati e poi assegnati al candidato Tonino Orlotti della lista ‘La Piramide’, eletto poi grazie al recupero del resto più alto: la lista di Fraiese, per soli due voti, non ha conseguito un secondo consigliere sfruttando i resti più alti del quoziente.
Altri tre candidati, invece, hanno inoltrato ricorso alla Commissione elettorale consortile, chiedendo risposta scritta, relativamente alla presunta incompatibilità di tre candidati consiglieri, poi eletti, ovvero: Roberto Ciuccio, Luigi Ciliberti e lo stesso Fraiese. Secondo i primi riscontri, però, non vi sarebbero motivi ostativi e tutti i ricorsi presentati sarebbero di natura meramente pretestuosa: in ogni caso, Palazzo Santa Lucia ha ora un mese per rispondere, con i contestatori che sarebbero, però, già pronti a ricorrere al Tar chiedendo la sospensiva dei risultati elettorali, cosa che comporterebbe un nuovo commissariamento dell’ente.

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