L'ORDINANZA

Capaccio, Tar rigetta ricorso e spegne le sirene della Croce Azzurra

Alfonso Stile
25 luglio 2019 16:34

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CAPACCIO PAESTUM. Il Tar di Salerno spegne le sirene delle ambulanze della Croce Azzurra onlus in servizio presso le postazioni di Capaccio Paestum, Agropoli, Santa Maria di Castellabate e Acerno. Con apposita ordinanza, infatti, i giudici della seconda sezione staccata (presidente Maria Abbruzzese, a latere Paolo Severini e Roberta Mazzulla), ritenuta propria la competenza della questione, hanno respinto il ricorso presentato dall’Associazione volontaria di pubblica assistenza capaccese, difesa dall’avv. Marcello Fortunato, contro tutti i provvedimenti di sospensione ad horas di qualsiasi rapporto convenzionale adottati dall’Asl di Salerno nei confronti della stessa, dalla direzione del 118 per la gestione dell’emergenza territoriale, e contro il quale, ad opponendum, è intervenuta l’Associazione Gi.Vi. – Giovani Vincenti di Battipaglia, rappresentata dall’avv. Ferdinando Belmonte.
Uditi i legali difensori delle parti in causa, i magistrati salernitani, dopo la sospensiva concessa lo scorso 18 giugno, in camera di consiglio nel merito hanno ritenuto che: la richiesta di misura cautelare avanzata Croce Azzurra non sia giustificata dall’esistenza di un “pregiudizio grave ed irreparabile”; che, invero, “gli invocati nocumenti per la salute pubblica, asseritamente derivanti dalla sospensione del servizio affidato in convenzione, per un verso, sono stati nettamente smentiti dall’A.S.L. di Salerno”, la quale con apposita memoria, ha allegato “di aver riorganizzato il predetto servizio senza pregiudizi per l’interesse pubblico” che “peraltro esulano dalla sfera di competenza delle associazioni ricorrenti, rientrando in quella esclusiva dell’Azienda Sanitaria”; che la pattuizione di un “mero rimborso dei costi sostenuti” dalla Croce Azzurra “senza fini di lucro”, impiegando per lo svolgimento delle proprie attività “esclusivamente personale volontario”, escluda la sussistenza di qualsivoglia pregiudizio diretto ed immediato, sia di natura economica che patrimoniale.
Al riguardo, i giudici del Tar sottolineano, invece, che “la mancata realizzazione degli scopi solidaristici” che la Croce Azzurra persegue “ben potrebbe essere oggetto di risarcimento per equivalente ove imputabile, ben vero, all’Amministrazione resistente”, ovvero dall’Asl di Salerno, trasmettendo in via cautelativa l’ordinanza di rigetto “alla Procura regionale della Corte dei Conti affinché, avuto riguardo alle pattuizioni contenute nelle convenzioni stipulate con la Croce Azzurra, valuti se l’affidamento del servizio previsto sia coerente, così come in concreto predisposto, con il perseguimento degli obiettivi di solidarietà ed efficienza di bilancio e, quindi, contribuisca al controllo dei costi legati a tale servizio”.
I legali della Croce Azzurra preannunciano ricorso al Consiglio di Stato, ma intanto e fino alla pubblicazione del decreto cautelare monocratico della terza sezione del Cds, l’ordinanza del Tar impone ai mezzi della onlus di lasciare, ad horas, le quattro postazioni di Capaccio Paestum, Agropoli, Acerno e Santa Maria di Castellabate, e all’Asl di Salerno di assicurare la continuità del servizio di emergenza territoriale con altre associazioni in convenzione.

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