SERVIZIO COPERTO IN MANIERA IDONEA?
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Una rianimativa per tutti: 118 in affanno a sud di Salerno, ma per l’Asl va tutto bene

Alfonso Stile
02 agosto 2019 10:23

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CAPACCIO PAESTUM. Servizio 118 in affanno a sud di Salerno. Numerose le criticità emerse dopo la revoca ad horas della convezione, alla Croce Azzurra, da parte dell’Asl. Presso le postazioni e tra gli stessi volontari delle varie associazioni, in molti casi costretti a turni massacranti, sconcerto e difficoltà sono ormai evidenti. Del resto, la matematica non è un’opinione: se prima c’erano tre unità rianimative attive sul territorio, e adesso invece in servizio ce n’è una soltanto, pare evidente che non è umanamente possibile garantire la stessa efficienza. Nonostante l’Asl continui ad assicurare che non vi sono problemi, la situazione ad oggi, in piena estate, è la seguente: delle tre postazioni di Salerno, Licinella ed Agropoli prima attrezzate di rianimativa, solo quest’ultima è rimasta coperta. Il paradosso è che, ad Agropoli (nella foto), è stata spostata l’unità rianimativa che prima stazionava a Salerno, città di 132mila abitanti, che dunque resta priva della preziosa ambulanza. L’assurdo, invece, è che gli standard previsti dal legislatore per il servizio rianimativo, ovvero salvavita, presuppongono un intervento al massimo di 6-8 minuti in aree urbane e 20 minuti in aree extraurbane, dal momento dell’attivazione. La domanda, dunque, sorge spontanea: come può il mezzo raggiungere Salerno città, da Agropoli, in così poco tempo, peraltro in piena stagione estiva? E se al momento della chiamata dal capoluogo, la rianimativa di Agropoli è già impegnata in un’altra emergenza, ad esempio nel Cilento, chi interviene? E in che tempi?
Dall’Asl si continua a ribadire che è tutto sotto controllo, ma il quesito vero è un altro: perché non ha proceduto, ad horas, a convenzionare altre associazioni dotate di rianimative per ripristinarne di nuovo tre sul territorio? Questione di tempi burocratici o di risparmi di bilancio a discapito di un servizio così indispensabile?
Perché delle due l’una: se prima l’Asl di Salerno spendeva una certa cifra (una rianimativa ‘costa’ circa 35mila euro al mese) per garantire il servizio 118 con tre rianimative attive h24 sul territorio, ed ora ne spende invece solo un terzo affermando, però, che il servizio è coperto lo stesso in maniera idonea… allora significa che, in questi anni, ha sperperato denaro? O adesso sta incautamente correndo il rischio di affidare il 118 alla buona sorte facendo diventare una e trina la rianimativa della Croce Bianca spostata in fretta e furia da Salerno ad Agropoli? In attesa che, dall’Asl, giungano tali risposte, a sud di Salerno è appena iniziato il mese di agosto, quello durante il quale la popolazione quadruplica per la presenza di turisti, soprattutto nel weekend.

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