NOTA STAMPA

Battipaglia e l'emergenza ambiente: in campo anche parroci, sacerdoti e diaconi

Comunicato Stampa
09 agosto 2019 09:25

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BATTIPAGLIA. Nota stampa dei parroci, sacerdoti e diaconi di Battipaglia, pubblicata su Facebook: “Basta, non ci rassegniamo”. “Lo ribadiamo adesso – scrivono - anche alla luce degli ultimi fatti accaduti che ci fanno pensare sempre più ad un disegno strategico, da tempo denunciato, di fare di Battipaglia la città dei rifiuti. Noi non lo accettiamo e chiediamo ad alta voce che si cambino radicalmente le scelte politiche ed economiche che tendono a rendere il nostro territorio, progressivamente, un luogo in cui si generano solo rifiuti e impianti per il trattamento dei rifiuti. E’ urgente che superi una visione miope e quasi schizofrenica dello sviluppo di Battipaglia. Da un lato si afferma ad alta voce che il nostro territorio deve sviluppare la sua vocazione agricola e turistica e che vanno valorizzate quelle industrie che a questi aspetti si collegano, dall’altro si permette il moltiplicarsi di attività che, pur dichiarando una non pericolosità (tutta da verificare per la carenza di controlli) nulla hanno in comune con l’identità delle nostre terre. Attività che non producono un miglioramento globale della qualità della vita della nostra città e dell’ambiente in cui viviamo. Possibile che per creare lavoro, se veramente fosse così, e per dare impulso allo smaltimento legale e controllato dei rifiuti non ci sia altra strada che trasformare Battipaglia nel polo dei rifiuti della Campania? Perché proprio qui c’è una così alta concentrazione di aziende che operano in questo campo? Non vogliamo che Battipaglia sia una città martire, non possiamo accettare che i cittadini paghino il prezzo altissimo di una situazione di voluto degrado ambientale con gravissimi pericoli per la salute! Noi sacerdoti e diaconi, facendoci voce delle comunità parrocchiali di Battipaglia, eleviamo un forte appello a tutti coloro che hanno responsabilità: agli amministratori comunali, provinciali e regionali, alle Forze dell’Ordine, alla magistratura e al Governo perché facciano tutto ciò che è loro dovere e tutto ciò che è in loro potere perché ciò non accada.
Noi non ci rassegniamo perché crediamo che questo appello tocchi i cuori e sia condiviso da tutti i fedeli delle nostre parrocchie, in particolare da coloro che fanno parte di aggregazioni, gruppi, movimenti e associazioni laicali a cui il Concilio Vaticano II affida ‘l’animazione cristiana dell’ordine temporale’. Non ci rassegniamo perché abbiamo la speranza che rivolgendoci non solo alle Istituzioni ma anche a tutti i cittadini di buona volontà riusciremo a tenere alto l’interesse e il senso di responsabilità per salvaguardare tutelare e difendere il bene comune”.

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