RIVOLTA AL SINDACO

Capaccio, no all'antenna 5G Wind a Licinella: petizione dei residenti

Redazione
24 agosto 2019 12:57

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CAPACCIO PAESTUM. Prosegue la protesta dei residenti della località Licinella di Capaccio Paestum contro la paventata installazione di un’antenna telefonica 5G, nella zona, da parte dell’operatore Wind. Avviata, al riguardo, la sottoscrizione di una petizione popolare contro il montaggio del ripetitore con annessa richiesta di moratoria per il 5G all’interno del comprensorio comunale. Il documento, indirizzato al sindaco, Franco Alfieri, è sottoscrivibile presso il Summer Caffè e presso il Tobacco Mandetta.

I cittadini di Licinella, firmatari della allegata petizione, in riferimento alla prevista installazione di una ulteriore antenna telefonica da parte della Wind nella nostra contrada (foglio 69 particella 356) di cui all’avviso pubblico dell'8/8/2019, si oppongono all'installazione in quanto la stessa sarebbe gravemente lesiva sia alla salute umana che alle numerose attività commerciali e turistiche presenti nella zona.
Già da anni i firmatari vivono con altro impianto installato dalla TIM (nella foto) che si sospetta sia la causa dei tantissimi decessi per tumore avvenuti nella nostra contrada negli ultimi anni soprattutto nelle vicinanze dell'impianto stesso oltre a tantissimi danni alle apparecchiature elettriche ed elettroniche.
Si fa presente che nelle immediate vicinanze della zona prescelta vi abitano migliaia di residenti (con aumento esponenziale durante l 'estate) nonché sono presenti numerosi edifici pubblici (tre scuole, una chiesa con annesso centro sociale/educativo, l 'ufficio Postale nonché piazze e luoghi di incontro) che aumentano il rischio notevolmente.
La tutela e la salvaguardia della salute umana e la tutela ambientale sono valori di rilievo costituzionale, nonché beni inalienabili: la nostra Costituzione Italiana in forma sempre attuale fissa i criteri generali basilari della tutela ambientale nell’art. 9, comma secondo e nell’art. 32 comma primo:
– art. 9: “La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico ed artistico della Nazione”;
– art. 32: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività”.
A tal riguardo Vi scriviamo poiché, rispetto al parere dell’Istituto Superiore di Sanità (del 2001), da cui derivano i limiti del DPCM 08/07/2003 sui campi a radiofrequenza pubblicato sulla G.U. n199 del 28/08/2003, le conoscenze scientifiche sui rischi per la salute correlate all’esposizione ai campi elettromagnetici sono notevolmente aumentati
Si segnalano, in particolare, i recenti studi del National Toxicology Program e dell’Istituto Ramazzini, che evidenziano un aumentato rischio sia per i tumori alla testa sia per gli schwannomi, il più pericoloso dei quali è il tumore cardiaco. Tali risultati, basati sulla sperimentazione animale in entrambe le sponde dell’Atlantico, insieme agli ultimi studi epidemiologici sugli utilizzatori di cellulari dell’oncologo Lennart Hardell, fanno concludere agli studiosi che è tempo di aggiornare la classificazione IARC. Al momento, infatti la IARC classifica la radiofrequenza come “Possibile Cancerogeno per l’Uomo”, perché si basava solo su risultati epidemiologici ma non su studi in vivo, che oggi fanno propendere per la classificazione “Probabile cancerogeno” di Classe 1A o, come suggerito da Hardell, “Cancerogeno Certo” di Classe 1.
Si richiede inoltre una moratoria per l’esecuzione delle ‘sperimentazioni 5G’ su tutto il territorio Comunale sino a quando non sia adeguatamente piani¬ficato un coinvolgimento attivo degli enti pubblici deputati al con¬trollo ambientale e sanitario (Ministero Ambiente, Ministero Salute, Ispra, Arpa, Dipartimenti di prevenzione), non siano messe in atto valutazioni preliminari di rischio secondo metodologie codificate e un piano di monitoraggio dei possibili effetti sanitari sugli esposti, che dovrebbero in ogni caso essere opportunamente informati dei potenziali rischi”.
Si propone una diversa, più organica e soprattutto distante collocazione di tali apparati dalle scuole e da luoghi di ritrovo di bambini e minori, ma anche un adeguato “piano regolatore degli impianti per minimizzare l’impatto inquinante”. I dati scientifici dell’Agenzia europea per l’Ambiente – evidenziano anche i firmatari – non lasciano dubbi: i campi elettromagnetici a radiofrequenza determinano effetti, a livelli peraltro di gran lunga inferiori ai limiti di legge, che includono un aumentato rischio di cancro, danni genetici e del sistema riproduttivo, disturbi neurologici, deficit di apprendimento e cambiamenti ormonali.

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