SEGUITO A RICHIESTA ON. CONTE

Battipaglia-Piana, raccolta firme Comitati per commissario Ambiente

Comunicato Stampa
05 ottobre 2019 09:49

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BATTIPAGLIA. Si prende spunto dalla richiesta, inviata qualche settimana fa, dall’on. Federico Conte, deputato di ‘Liberi e Uguali’, con il Coordinamento dei Comitati Valle del Sele che, unito, prendendo in esame associazioni ed attivisti di Battipaglia, Eboli ma anche Pontecagnano, Bellizzi, Capaccio Paestum e Campagna, ora rilancia, con una raccolta firme la non più differibile nomina di un commissario straordinario per l’emergenza ambientale che si vive da tempo sul territorio. I moduli di sottoscrizione sono disponibili, a Battipaglia, presso le seguenti attività:la Cinciallegra, libreria in via Trieste civico 21, Gea Bottega Creativa in piazza A. Moro civico 4, Ottica Mauro di Angela Mauro - via Mazzini, 47, A. Lodato - Piazza Di Vittorio angolo via Napoli. Di seguito la richiesta formulata da Conte ed inviata al presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa e al Ministro della Salute, Roberto Speranza: “Negli ultimi tre anni, a Battipaglia, comune già sciolto per il sospetto di infiltrazioni camorristiche e poi tornato a libere elezioni, si sono succeduti una serie di episodi inquietanti, tra i quali cinque grandi incendi, uno in un impianto pubblico, sui quali grava anche il sospetto di coinvolgimento e di speculazioni della delinquenza organizzata. Il 3 agosto 2019, ad andare in fumo è stato il deposito di ecoballe di rifiuti della ditta privata New Rigeneral Plast, che ha provocato una colonna di fumo tossico, dentro e fuori la città, con ricadute ambientali incalcolabili per l’economia e la salute dei cittadini, molti dei quali si sono allontanati dal centro urbano portando via i bambini. Il 12 settembre 2019, sempre a Battipaglia, è stato incendiato un deposito di pneumatici di una ditta che si occupa di rifiuti speciali. Sono fatti che procurano allarme e preoccupazioni sempre crescenti, anche per le gravi omissioni del potere pubblico: la mancata o insufficiente bonifica di discariche storiche (Sardone, Parapoti, Castelluccia, Femmina Morta e Monte di Eboli); la ritardata rimozione delle ecoballe stoccate nella zona e finanche alla Foce del Sele, cui non ha fatto seguito un intervento di risanamento strutturale; i miasmi nauseabondi che si sollevano da numerosi impianti incontrollati e fuori legge; l’inquinamento (alghe e mucillagine) del litorale marino, Battipaglia – Eboli – Paestum; gli scarichi di rifiuti a cielo aperto nei canali di irrigazione. L’area più fertile della Campania, leader della “quarta gamma” e della Mozzarella Doc, sta per essere trasformata nel più grande polo dei rifiuti d'Italia, con uno stravolgimento del territorio, in cui si sommano rischi per l'ambiente e infiltrazioni criminali che la cronaca denunzia e registra senza esiti da tempo. È un attacco alla vivibilità che interessa oltre 200 mila persone e una superficie di oltre 37mila ettari, dove cresce, in modo ormai documentato ed esponenziale, la diffusione di neoplasie e di malattie infettive. A far da sfondo a questa grande deriva sociale, economica e ambientale è la zona industriale Eboli - Battipaglia, al centro della Piana del Sele, nella quale si è strutturata un'area per il trattamento dei rifiuti composta da oltre 20 impianti privati e due impianti pubblici. Alle popolazioni interessate non resta, dopo la protesta composta praticata finora, che ribellarsi in campo aperto contro le istituzioni come nel 1969, una data storica e tragica che viene ricordata ogni anno. Si rende, perciò, indispensabile e urgente un intervento diretto da parte del Governo nazionale con tre obiettivi: - un piano di monitoraggio ambientale, epidemiologico e di impatto sull'aria, l'acqua e la terra, con l’Istituzione di un osservatorio ambientale permanente, in collaborazione con l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno (Portici);
- un ciclo di bonifiche strutturali, da accompagnare con misure incentivanti speciali per l’agricoltura e i settori produttivi più coinvolti, con l’obiettivo di promuovere la collaborazione e l’adozione di pratiche imprenditoriali di prevenzione e risanamento ambientale. - un’azione coordinata, con il coinvolgimento dell'Autorità nazionale anticorruzione, per verificare possibili infiltrazioni criminali nel settore e nell’economia locale. È una missione che, come dimostrano i fatti, non è alla portata dei sindaci e non può essere compiuta con poteri ordinari, ma va affidata a un’autorità unica e autonoma, come è avvenuto nel 2012, quando il Governo nominò un Commissario Straordinario per la Terra dei fuochi, a cui vennero assegnati poteri straordinari di impulso e coordinamento di enti e forze dell'ordine per contrastare il fenomeno dei roghi e dei rifiuti nocivi e delle infiltrazioni camorristiche. Per comprendere la portata del fenomeno da debellare, basti considerare che la zona interessata della Valle del Sele è ben più ampia di quella della terra dei fuochi e riguarda più comuni. Si provveda, perciò, con urgenza alla nomina di un Commissario Straordinario di Governo per l'emergenza ambientale, la salute e la sicurezza pubblica nella Valle del Sele, dotato delle risorse necessarie e di adeguati poteri di coordinamento e intervento”.

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