ATTACCO A SPINELLI

Castellabate, Maurano contro il Comune: “Ecco il peso delle tasse”

Comunicato Stampa
14 febbraio 2020 08:43

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CASTELLABATE. Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa inviata alla nostra redazione dal consigliere comunale di minoranza del Comune di Castellabate, Luigi Maurano: “Sulle spalle dei cittadini di Castellabate c’è UN MACIGNO INSOSTENIBILE: I TRIBUTI LOCALI. Rientrano in questa categoria la tariffa sui rifiuti (TARI), le bollette dell’acqua, le sanzioni amministrative (multe). Tali voci incidono per il 60% sull’economia familiare, imprenditoriale e turistica del nostro territorio. L’ultimo aumento voluto ed effettuato dall’Amministrazione di Castellabate è quello sul consumo dell’acqua. La scelta della Consac è stata nefasta e i cittadini si sono visti recapitare bollette salatissime per l’utilizzo di un bene vitale ed essenziale. Ma in questi anni ci sono stati altri aumenti che hanno inciso e che tuttora incidono in maniera consistente sulla capacità di spesa dei cittadini. Il 30 Marzo 2017 l’Amministrazione Spinelli aumentò anche la TARI (tassa sui rifiuti). Basti pensare,ad esempio, che un albergo con ristorante di 1.000 mq paga 1.314,60 euro in più rispetto agli anni precedenti o che un bar di 200 mq paga 584,51 euro in più o che una famiglia di 4 persone con una casa di 130 mq paga 70 euro in più rispetto a prima. E fecero questo nello stesso giorno in cui aumentarono le proprie indennità. Ma il corretto svolgimento della raccolta differenziata dovrebbe portare ad una riduzione della tariffa. Questa dovrebbe essere la normalità. Purtroppo a Castellabate non è così. Perché a Castellabate i cittadini non pagano esclusivamente in relazione a quanto producono di rifiuti ma in base ai metri quadrati della propria abitazione o della propria attività.  In pratica una casa, un ristorante o anche una semplice stanza viene tassata anche se è chiusa, anche se in un determinato periodo dell’anno non produce rifiuto. ALLUCINANTE. Siamo di fronte ad una vera e propria TASSA PATRIMONIALE. Si paga il possesso dell’immobile non il rifiuto. Eppure dal 2013 il principio europeo è molto chiaro: <<quanto inquini, paghi>>. Per non parlare poi delle riscossioni coattive che stanno arrivando in questo periodo ai cittadini di Castellabate. Ingiunzioni di pagamento e intimazioni di pagamento di tributi degli anni precedenti, presumibilmente, non pagati. Utilizzo un avverbio dubitativo in quanto il Comune chiede ai cittadini di pagare ciò che invece potrebbe essere già stato pagato. I più attenti e prudenti, avendo conservato le ricevute di pagamento, riescono a dimostrare l’errore, gli altri invece potrebbero pagare due volte la stessa cifra. Ma se anche l’importo da pagare fosse corretto c’è un aumento rispetto agli importi originari. E non sto parlando dei normali aumenti generati dagli interessi ma degli aumenti dovuti ai COMPENSI E INTERESSI ULTERIORI applicati dalle SOCIETA’ ESTERNE  a cui il Comune affida, esternalizzando, il servizio di riscossione coattiva. Infatti,  queste società applicano un ulteriore 4% all’ingiunzione o intimazione di pagamento facendo quindi aumentare ulteriormente il peso delle tasse sul cittadino. In pratica esternalizzando questi servizi vengono aggiunte sempre nuove spese per i cittadini, che vivono in un continuo stato di OPPRESSIONE FISCALE. Ma l’Amministrazione di Castellabate, ancora non sazia del sangue dei cittadini, invia in questi periodi sanzioni extra-tributarie, vale a dire MULTE. Ma ciò che diviene contestabile non è tanto il sanzionare per il mancato rispetto di un regolamento o di una disposizione (alcune da rivedere sicuramente) ma quanto la disparità di trattamento a seconda delle “simpatie”. NON SE NE PUO’ PIU’!!! Per tutti questi motivi, con dati alla mano, possiamo affermare che questa è L’AMMINISTRAZIONE DELLE TASSE. E invece a Castellabate le tasse andrebbero abbassate perché solo così si può far ripartire l’ormai stagnante e precaria economia familiare, imprenditoriale e turistica del nostro Comune. Serve un vero e proprio Piano Marshall per ridurre i tributi locali. E di certo non può farlo chi in questi anni li ha volontariamente alzati”. 

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