CORONAVIRUS

“Bollati come infetti, lo denunciamo”: medico di base nella bufera a Capaccio

Alfonso Stile
25 marzo 2020 16:33

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CAPACCIO PAESTUM. Nella spirale della psicosi generale che sta caratterizzando l’attuale emergenza sanitaria da Coronavirus finisce, suo malgrado, anche un medico di base capaccese. Pronta a denunciarlo una famiglia di Santa Venere, arrivata al punto di rivolgersi ad un avvocato dopo aver subito l’ennesima discriminazione, per strada e sui social. 

“Ci ha bollati pubblicamente come infetti quando non lo siamo, mandando messaggi sul telefonino a tutti i suoi pazienti per dire loro di stare alla larga da noi, quando invece stiamo tutti benissimo e non ci hanno fatto alcun tampone o sottoposti a quarantena forzata”: inizia così, tra le lacrime, il racconto della donna, sposata e con due figli, che vive accanto agli anziani genitori, la mamma di 76 ed il papà di 93 anni.

Tale famiglia capaccese ha un legame diretto di parentela con una ragazza 30enne contagiata dal Covid-19 nell’ambito del nucleo familiare del ferroviere di Agropoli: un vincolo di sangue che, secondo quanto affermato dalla donna (zia della ragazza contagiata), avrebbe indotto il dottore capaccese ad allertare pazienti e residenti della zona.

“Nella catena dei contatti avuti negli ultimi giorni dalla paziente risultata positiva al tampone - spiega il legale di fiducia della famiglia in un'articolata nota inviata alla nostra redazione - non risultano i genitori, che vivono a Spinazzo, né i nonni, zii e cugini che risiedono a Santa Venere, tant’è che non sono stati sottoposti ad alcun provvedimento; ci risulta, invece, che il medico in questione abbia contattato diverse persone affermando che i miei clienti sono tutti contagiati, cosa completamente falsa e passibile di denuncia per diffamazione, violazione della privacy e procurato allarme”.

Nell’uscire di casa per fare la spesa, sia la donna che la madre sono state vittime di episodi discriminatori: “La gente chiude le porte quando passiamo, addirittura hanno chiamato a casa per sapere se e quando uscivamo perché il medico gli aveva detto che siamo infetti! Al supermarket, la gente ci evita come se fossimo dei malati contagiosi, è una situazione veramente frustrante e dolorosa, sono tre giorni che piango (ovvero da quando il sindaco di Agropoli ha confermato la positività della famiglia del ferroviere, ndr)”. Gli agenti della polizia municipale, diretti dal magg. Natale Carotenuto, in realtà hanno fatto visita alla famiglia in questione a scopo precauzionale e per tutelare la collettività, come probabilmente avrà agito anche il medico di base al fine di prevenire possibili situazioni di contagio.

Ma la famiglia non ci sta: “Guardi abbiamo telefonato direttamente al medico e ci ha dato addirittura dei bugiardi, affermando che mia nipote ci ha fatto visita pochi giorni fa, che è venuta a trovare i nonni… ma ci rendiamo conto, ma che scherziamo? Ma se c’è l’obbligo di stare a casa, come poteva mai raggiungerci visto che è adulta e vive ad Agropoli da tempo? Se fosse venuta a casa nostra, saremmo stati i primi a chiedere subito di fare il tampone, per la nostra salute! E se pure fossimo stati contagiati, ma veramente questo medico pensa che siamo tanto incoscienti da non andare in ospedale o farci visitare? Non può manco dire che siamo asintomatici, vista l’età molto avanzata dei miei genitori! Per questo ci siamo rivolti ad un avvocato, segnalando il comportamento del medico anche all’Asl: stiamo subendo un linciaggio senza motivo, anche sui social; vogliamo dire con forza che stiamo tutti bene, che nessuno di noi ha febbre o sintomi strani, che non vediamo la ragazza da tempo e che non vogliamo essere emarginati senza motivo”.

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