NOTA STAMPA

Capaccio, Movimento Disabilità ribadisce: "Serve lungomare accessibile"

Comunicato Stampa
20 maggio 2020 17:19

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CAPACCIO PAESTUM.  Riceviamo e pubblichiamo, integralmente, il comunicato stampa diffuso dal Movimento Disabilità di Capaccio Paestum, presieduto da Luigi Marino.

“Le nostre proposte rimangono ancora voce nel deserto. Chiediamo ancora al sindaco Franco Alfieri la piena attuazione del principio di parità di trattamenti e delle pari opportunità nei confronti dei meno abili, oltre al pieno godimento dei loro diritti civili e sociali, in vista della imminente stagione estiva. L’auspicio del Movimento disABILITÀ è che quanto da noi evidenziato possa divenire patrimonio comune di tutti, a partire dalle Istituzioni locali e da quanti hanno la responsabilità di garantire i diritti e la presa in carico delle persone con disabilità e delle loro famiglie rappresentando uno strumento concreto per la costruzione di un nuovo modello di welfare (che manca dal 2014) che metta realmente al centro la persona, garantendone le piena inclusione e partecipazione attiva nel proprio contesto sociale, in condizioni di parità con tutti gli altri cittadini. Se ci definiscono logorroici non è un problema! Noi, il nostro messaggio lo tuoniamo ancora fortemente: per il mondo dei diversamente abili vi è bisogno di un intervento mirato alla piena accessibilità dei litorali con l'adeguamento di tutte le strutture concessionarie alle vigenti disposizioni in materia di abbattimento delle barriere architettoniche. Il movimento disABILITÀ ribadisce ancora che rispettando tutte le norme vigenti in materia di abbattimento delle barriere architettoniche, nella totalità degli stabilimenti balneari, si darebbe la possibilità a tutti i diversamente abili di accedere, ed usufruire dei servizi, nella totalità delle strutture concessionarie del nostro territorio anche in ossequio a quanto evidenziato da non poca giurisprudenza. Certo, non siamo Avvocati... ma, neanche, legulei. Basterebbe soltanto, credendoci, chiedere alle strutture balneari del territorio di "adeguarsi" alle norme vigenti. Anche perché ne sono obbligate. In tal senso vogliamo ricordare che la Corte Costituzionale ha sottolineato la nullità della licenza "se non è garantita la piena accessibilità agli spazi di relazione ed agli spazi nei quali il cittadino entra in contatto con la funzione che ha sede in quel determinato luogo". Basterebbe la volontà politica. Basterebbe crederci. Da un lato si rispetterebbero le leggi, dall'altro si rispetterebbero i diversamente abili. Come fare? Soprattutto, ascoltando le associazioni che tutelano i meno abili sul territorio. Noi siamo disposti a mettere in atto le nostre sinergie. Siamo pronti a renderci utili. E qui ci si chiede dove sia l'opposizione. Pardon, le due opposizioni! Ogni azione, e su questo lanciamo un messaggio sia alla maggioranza che alle opposizioni, può realizzarsi solo e soltanto nella piena condivisione dei destini individuali e collettivi, mediante l'apporto responsabile e irrinunciabile di ogni persona e delle diverse componenti sociali. È difficile, lo sappiamo. Ci vuole la cultura del welfare. Per realizzare questo obiettivo occorre modificare l'ordine delle priorità dello sviluppo, solo attraverso una gerarchizzazione delle realizzazioni che pongano al primo posto la dimensione sociale e che rendano lo sviluppo economico funzionale al conseguimento del bene comune. È quello che manca. Bisogna non solo crederci, ma averne anche la giusta mentalità. Ribadiamo ancora, vista la imminente stagione estiva, e ciò sarebbe un volano di sviluppo non soltanto dal punto di vista sociale, la necessità di una "Spiaggia Accessibile" per diversamente abili e non. É necessaria una spiaggia in cui vi sia, quotidianamente, la presenza di Operatori Socio Sanitari, infermiere, medico, su un tratto di costa dedicata anche, e non soltanto, a tutti i tipi di disabilità. Ciò farebbe, del nostro comune, inserendolo in un indotto sempre in crescita in Italia, la differenza nel Cilento. Una città che vanta da anni la "bandiera blu", a nostro avviso, deve essere in grado di accogliere anche i meno abili. La presenza di una sedia Job in ogni lido, poi, vista la tanto acclamata "bandiera blu", sarebbe il top. Alcuni stabilimenti ci stanno ascoltato e si stanno dotando di sedie job. Ma non spetta a noi intervenire. Non ci si può sostituire sempre al pubblico. Ognuno deve assumersi gli oneri che gli spettano. Ci auspichiamo qualche intervento dalla pubblica amministrazione”.

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