FUORI VALDIANO ED IRPINIA

Decreto Rilancio, ex zone rosse escluse dai fondi: le reazioni politiche

Comunicato Stampa
22 maggio 2020 09:07

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SALERNO. “La rettifica al decreto Rinascita, con l’esclusione dal fondo speciale di 200 milioni dei comuni oggetto di provvedimento di “zona rossa”, va assolutamente modificata. A causa di distinti focolai di contagio, in Campania sono diversi i territori che hanno pagato lo scotto di ulteriori restrizioni e limitazioni che si sono riverberate, inevitabilmente, su un’economia già depressa per gli effetti dell’emergenza economica. Un paradosso che, in un momento di tanto decantata solidarietà per le aree in difficoltà, crea una parzialità inaccettabile. Conosciamo fin troppo bene le realtà dei territori della Campania dichiarati zona rossa e a quali difficoltà stiano ancora oggi andando incontro. Abbiamo sollecitato i nostri parlamentari a intervenire con emendamenti, affinché i Comuni salernitani del Vallo di Diano, quelli avellinesi di Ariano Irpino e Lauro e quello di Saviano, dichiarati zona rossa nel corso prima fase pandemica, siano ricompresi tra i beneficiari del fondo speciale”. Lo dichiarano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle  Michele Cammarano ,Valeria Ciarambino, Maria Muscarà, Vincenzo Viglione, Luigi Cirillo, Gennaro Saiello e Tommaso Malerba. Le ex zone rosse escluse dal Fondo dedicato alle aree colpite gravemente dell'emergenza Covid. I comuni del meridione dichiarati zona rossa per almeno 30 giorni dal Governo o dalla Regione non potranno accedere al fondo da 200 milioni stanziato dal Governo per interventi di sostegno di carattere economico e sociale connessi con l’emergenza Covid-19.   “Sembra quasi uno scherzo riuscito male - commenta a caldo Nicholas Esposito - coordinatore provinciale Lega- Salvini Premier-. Purtroppo è tutto vero. Improvvisazione, incompetenza o cattiva fede? Non lo sappiamo e nemmeno ci interessa, riparino immediatamente a questo scempio. Questi paesi, queste città, i loro abitanti hanno già subito tanto sia dal punto di vista delle perdite, oltre 15 i deceduti,  sia dal punto di vista economico e ora continuano ad essere umiliati da questo governo che gioca con le loro vite”. Tra le zone che non avranno diritto al sostegno c’è pure il Vallo di Diano. “Alcuni paesi del Diano in tempo di emergenza sono stati completamente isolati e abbandonati a se stessi. Certamente era un atto dovuto per proteggere i suoi abitanti ma ora si rasenta la pazzia,  dopo il danno anche la beffa? - è l’interrogativo dell’europarlamentare Lucia VuoloUn provvedimento discusso per settimane e alla fine questi sono i risultati. Incommentabili. Questo governo ha letteralmente toccato il fondo. Ancora una volta a pagare sarà il Sud”.  "Grave escludere dal riparto dei fondi del decreto Rilancio i Comuni che sono stati dichiarati zona rossa con provvedimenti nazionali e regionali, lasciando quei finanziamenti per benefici fiscali ed economici solo ad alcuni territori lombardi. E' una decisione che sorprende, anche alla luce di una prima indicazione che aveva accolto la nostra richiesta di includere tutte le zone rosse statali e regionali. La rettifica e' arrivata con una postilla di natura tecnica del Governo". Lo dichiara Federico Conte, deputato di Liberi e Uguali. "Nel primo testo del Decreto - continua il parlamentare - all'articolo 112 era riconosciuto il diritto ai comuni Italiani dichiarati zona rossa per 30 giorni con provvedimenti statali e regionali di accedere al riparto dello stanziamento di fondi per 200 milioni di euro ai fini di garantire sostegni e bonus fiscali. Tra questi vi erano quelli del Vallo di Diano (Sala Consilina, Polla, Caggiano, Atena Lucana, Auletta) e Ariano irpino, Paolisi e Lauro in Campania. Successivamente, pero', il Governo ha pubblicato un avviso di rettifica con cui limita il riparto ai soli territori delle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza. E' una correzione incomprensibile e inaccettabile. Abbiamo subito posto la questione al Governo che, con il Ministro dell'Economia Gualtieri, si e' dichiarato disponibile a sostenere e a recepire emendamenti mirati per porre rimedio a questa discriminazione territoriale. Lavoreremo, quindi, in Parlamento per cambiare il testo".

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