Giffoni Valle Piana, arrestati responsabili attentato ad un avvocato

Comunicato Stampa
21 aprile 2012 14:09

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GIFFONI VALLE PIANA. Si è stretto il cerchio intorno agli autori dell’attentato ai danni dell’avvocato Carlo Sica, la cui auto, con a bordo il professionista, venne attinta la sera del 28 settembre 2011, da alcuni colpi di pistola esplosi da distanza ravvicinata.
Questa mattina, i carabinieri della stazione di Giffoni Valle Piana, hanno bussato all’abitazione di due incensurati, padre e figlio, A.M. 79enne e G.M. di 47anni, entrambi di Giffoni Valle Piana ai quali hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Salerno che ha pienamente accolto la richiesta della Procura salernitana diretta da Franco Roberti.
Le indagini, complesse ed articolate, partite immediatamente dopo che l’avvocato, ancora scosso per quanto avvenuto, si era presentato ai Carabinieri di Giffoni denunciando l’attentato subito poco prima, erano state subito indirizzate nei confronti degli arrestati di oggi. D’altronde loro non avevano mai fatto mistero di quella acredine nei confronti dell’avvocato, reo di aver patrocinato una causa civile per morosità che aveva portato all’esproprio di un’abitazione della loro famiglia. Non erano bastate le minacce ed i tentativi di estorsione per interrompere quella sequela di udienze e provvedimenti giudiziari che alla fine aveva portato i due a soccombere. Da qui la voglia di vendetta che si è concretizzata la sera del 28 settembre scorso quando l’anziano, dopo aver visto l’avvocato partire a bordo della propria Bmw, ha dato il via all’azione delittuosa condotta dal figlio che non ha esitato a sparare sei volte contro l’auto del professionista attinta, per fortuna e solo per caso, alla portiera.
Le indagini dei Carabinieri di Giffoni, supportate dagli esiti degli accertamenti tecnico scientifici svolti dai Carabinieri della Sezione Investigazioni Scientifiche del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Salerno e della Sezione Balistica del Reparto Investigazioni Scientifiche di Roma, hanno evidenziato che i sei colpi erano stati esplosi per uccidere ed hanno portato a raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli arrestati, adesso ristretti: il figlio presso il carcere di Salerno, l’anziano, in ragione della sua età, presso la propria abitazione agli arresti domiciliari.
Le operazioni di perquisizione, condotte nel corso delle indagini, hanno permesso di rinvenire e sequestrare l’arma usata per commettere il delitto, una pistola cal.22 legalmente detenuta, nonché circa duemila cartucce per fucili e pistole di vario calibro, illegalmente detenute.

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