Capaccio Capoluogo celebra Vincenzino Guazzo a 104 anni dalla nascita

Comunicato Stampa
12 gennaio 2021 09:34

1477

CAPACCIO PAESTUM. Sabato 16 gennaio, noi Cittadini di Capaccio Paestum e del pio Cilento, siamo invitati a partecipare con viva fede, alla cerimonia in ricorrenza del centoquattresimo anniversario della del Chierico Salesiano Vincenzino Guazzo, che si terrà alle ore 17,30 presso la chiesa  parrocchiale di Capaccio Capoluogo dedicata all’ apostolo Pietro, dove sarà celebrata una santa messa dai sacerdoti presenti per tale ricorrenza. E da premettere, che Vincenzino nacque a Capaccio il 16/01/1917 da Antonio Guazzo e Lucrezia Grattacaso. Vincenzino, nipote di Mons. Francesco Guazzo, fratello di Mons. Giovanni entrambi predecessori del compianto Mons. Alfredo Renna e parroci della gloriosa chiesa di S. Pietro Apostolo , ed anche rettori del Santuario Diocesano dedicato alla Vergine del Granato fino al 23 aprile 1991, quando diventò rettore P. Domenico Fiore Eremita Carmelitano, che con grande gioia  in occasione della festa del 15 agosto 2019 ha parlato di Vincenzino e del suo discorso sull’ Assunzione di Maria Vergine, scritto in occasione della festa del  15 agosto 1935 , giusto quindici anni prima della proclamazione del dogma dell’ Assunzione  voluto il 1° novembre 1950  da Sua Santità Pio XII.

Vincenzino difatti dimostrava particolare amore per la preghiera, per Gesù Eucaristico e Maria Santissima, in misura così intensa e per lui così normale a tal punto che il riguardo ed il rispetto che gli venivano riservati da parte dei suoi confratelli gli  procurava un evidente senso di meraviglia tanto da fargli scrivere  nel suo diario durante l’anno di noviziato a Portici del 1938, che : “oggi niente di meno mi eleggono presidente della  Compagnia dell’Immacolata Concezione”, organismo che, come non tutti sanno, fu fondato dallo stesso don Bosco  il  9 giugno 1857. Vincenzino assomigliava molto alla figura di S.  Domenico Savio infatti ambedue si sentivano pronti ad offrirsi santamente al Signore.  Difatti l’espressione usata da San Domenico Savio era la seguente : “Io debbo e voglio essere tutto del Signore e sarò infelice finché non sarò santo”, mentre quella usata da Vincenzino era contenuta nella lettera inviata ai genitori appena giunto ad Andria, sua ultima tappa, che così recitava : “Quì mi ha mandato il Signore, qui mi farò Santo”.  Vincenzino  morì giovanissimo il 14/11/1939 all’ età di 22 anni  presso la Casa Salesiana San Giovanni Bosco di Andria  (Ba) lasciando una scia di santità e procurando alcune guarigioni miracolose subito dopo la sua morte , molte delle quali sono state scritte sul  “ Peridico  Religioso Sociale il Calpazio” . La sua scia di fervente di santità fece parlare sia il popolo intero che esclamò a gran voce “ è morto il Santo” ed anche numerose testate giornalistiche del tempo tra le quali : Il Mattino ed il Roma e molte altre. Della figura di Vincenzino esistono anche due opuscoli il primo : “Gesù mi chiama a farmi Santo”  scritto da Antonio Ragni, ed il secondo la Santità Unico di Vita  di Vincenzino Guazzo ( a cura del nipote Ing. Antonio Guazzo). Ancora oggi è vivo il ricordo della sua scia di  santità nella popolazione con formazione dei gruppi di preghiera sia a Capaccio Capoluogo presso la chiesa di S. Pietro Apostolo, sia a  Capaccio Scalo presso la chiesa di S. Vito Martire e presso la chiesa della Madonna del Carmine del Cafasso. Se ci fosse  qualcuno che lo ha conosciuto(  nel territorio di Capaccio, di Rofrano, di Agropoli e in tutte le altre parti del Cilento) o  che ha qualche ricordo di lui, o che  ha  ricevuto qualche grazia è pregato di farlo sapere presso la Parrocchia di San Pietro Apostolo di Capaccio Capoluogo o presso la Parrocchia di San Vito Martire di Capaccio Scalo.

(A cura di Antonio Ragni)

commenti
consigliati