NOTA DI 'CAMBIAMO SANTA CECILIA'

Eboli, Maratea: "Appiattimento spaventoso della politica cittadina"

Comunicato Stampa
13 gennaio 2021 12:54

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EBOLI. Il presidente dell’associazione giovanile Cambiamo Santa Cecilia, Vito Maratea, interviene sulla situazione politica della città di Eboli: 

“In questi anni il livello del dibattito politico nella nostra Eboli ha subito un appiattimento spaventoso.  In questi ultimi 6 anni abbiamo visto di tutto, accordi tra maggioranza e parte dell’opposizione, consiglieri di opposizione, all’opposizione fino alla fine, che si sono candidati a sostegno del sindaco uscente senza alcun tipo di motivazione. Nel frattempo la Eboli che era protagonista nel dibattito politico è stata declassata. Che fine hanno fatto tutti quei giovani dei quali molti candidati a settembre si sono circondati? L’augurio che feci e che mi feci in quella tornata elettorale fu il segue: Cari giovani, impegnati da qualsiasi schieramento, mi auguro che anche dopo la consultazione elettorale, possiamo far parte dell’attività politica della nostra città.  Non siamo solo strumento da parte di qualcuno o di qualcosa per acchiappare qualche consenso.  La passione e l’amore per la propria comunità non è l’esaltazione di un momento storico, E’ LA MIA VITA. Da sempre solo per amore. Da sempre per te e con te, EBOLI! Peccato che però succede sempre ed esattamente il contrario. All’inizio di ogni campagna elettorale ci facciamo abbindolare dalle solite false speranze di qualche potente di turno, ci crediamo, diamo una mano ed esattamente il giorno dopo aver votato veniamo dimenticati, ma non veniamo dimenticati solo noi giovani, viene dimenticato il territorio che da ormai da 20 anni non vede prospettiva di sviluppo, non vede progetti realizzati o idee concretizzarsi. Ma la colpa di chi è? Solo e semplicemente nostra, perché se da anni veniamo usati dai soliti personaggi solo e semplicemente per la conquista di una poltrona per poi essere delusi e abbandonati, e noi per anni ripetiamo sempre lo stesso errore, allora significa due cose, o ci piace essere usati o siamo dei deficienti. Credo che invece questa volta dobbiamo trovare il coraggio e rompere un meccanismo che non ha prodotto mai nulla per la comunità.  Dobbiamo essere coraggiosi nel dire basta ed essere consapevoli che il futuro nostro e della nostra città dipende anche da noi. Abbiamo idee, progetti, e voglia di fare, piuttosto che metterli nelle mani di chi per anni ci ha preso in giro, scendiamo in campo noi in prima persona e facciamo valere le nostre ragioni. Non abbiamo più alibi”.

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