OPERAZIONE DEI CARABINIERI

Furti nel Cilento, sgominata banda di ladri rumeni e albanesi nel Casertano

Alfonso Stile
31 marzo 2021 08:07

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CILENTO. I carabinieri del Comando provinciale di Salerno hanno dato esecuzione, stamane, ad 8 ordinanze di custodia cautelare a carico di altrettanti soggetti, accusati di furti aggravati in varie località del Cilento. L’operazione, scattata all'alba, è stata condotta dai militari della Compagnia di Agropoli, diretti dal cap. Fabiola Garello, che hanno sgominato una banda di rumeni e albanesi, di stanza in provincia di Caserta, specializzata nel furto e ricettazione di rame, oltre nel depredare aziende ed abitazioni private. Alcuni dei soggetti arrestati, dopo le operazioni di fotosegnalamento, saranno ristretti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

IL COMUNICATO STAMPA UFFICIALE DI PROCURA E CARABINIERI - Alle prime luci della mattinata, i carabinieri della Compagnia di Agropoli, con il supporto delle unità dell’Arma territorialmente competenti, hanno eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vallo della Lucania, nei confronti di 8 soggetti, di cittadinanza rumena e albanese, indagati per i reati p. e p. dagli artt. 624 -625 c.p. (furto aggravato), nel territorio della provincia di Caserta. L’indagine, denominata 'Fili Rossi' ed originata da alcuni episodi di furto commessi in Castellabate, ha consentito di ricostruire l’esistenza di un gruppo criminale, dedito in maniera stabile al compimento di furti nella zona del Cilento.

Nei guai sono finiti i rumeni Sorin Cucu, Florin Stefan Dinu, Ionut Damoc (alias Marin), Ionut Medelete, Adrian Tomel Sirbu, Marius Neculai Ungurianu, Marian Daniel Mitrica e l’albanese Shaqir Sula.

Sintomo dell’elevata pericolosità dei soggetti, la serie innumerevole di reati predatori commessi solo in qualche mese di attività, tutti con target molto precisi fondati sulla massiva presenza di rame: l’Oasi del Fiume Alento, opifici, cabine elettriche, sedi operative di aziende, centrali telefoniche, sono alcuni fra i principali obiettivi, cui si abbinavano secondariamente abitazioni, depositi e rimessaggi di barche. Il tutto per un giro di affari stimato di circa 150.000 euro di refurtiva, sottratta nei vari episodi occorsi in San Giovanni a Piro, Castellabate, Prignano Cilento e Cicerale, Lusciano (Ce), Acerra (Na), Montoro (Av). L’attività di indagine, concentrata nell’arco di pochi mesi, ha altresì consentito di evidenziare come il gruppo criminale, concentrato sulla sottrazione di rame, non disdegnasse tuttavia anche refurtiva di altro genere, derubando finanche alcune derrate alimentari.

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