IL FATTO NON SUSSISTE

Capaccio, dischetti depuratore: Angelo Corradino assolto con formula piena

Alfonso Stile
06 luglio 2021 15:32

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CAPACCIO PAESTUM. Sversamento dei dischetti Carrier, in mare, dal depuratore di Varolato. Assolto con formula piena “perché il fatto non sussiste” l’ing. Angelo Corradino di Capaccio Paestum, la cui posizione è stata stralciata dal processo principale, a carico di 7 persone, in quanto fu l’unico imputato a scegliere il rito abbreviato. A pronunciare la sentenza di assoluzione il gup Vincenzo Pellegrino del Tribunale di Salerno, il quale si è riservato qualche giorno per la pubblicazione delle motivazioni alla base della decisione che, di fatto, solleva da qualsiasi responsabilità l’ing. Corradino, all’epoca dei fatti dipendente con funzioni di direttore tecnico dell’Azienda Speciale Paistom che gestiva l’impianto. Il pm Marinella Guglielmotti aveva chiesto una condanna a tre anni.

“Siamo ovviamente molto soddisfatti, in particolare perché la verità storica coincide con la verità processuale – dichiarano all’unisono i legali difensori Francesco Rizzo e Simona Corradino – ci riserviamo di leggere le motivazioni per approfondire considerazioni di altro tipo in merito alla vicenda”.

Così come i funzionari comunali Carmine Greco e Gianvito Bello, l’ex amministratore unico della Paistom Gerardo De Rosa, il direttore dei lavori di gestione dell’impianto Antonino Fiore, il collaudatore statico Giuseppe Iodice, il legale rappresentante e direttore dei lavori della Veolia Water Tecnologies spa, Guido Turconi e Elio Bardone, anche l’ing. Corradino (che rassegnò subito le dimissioni dalla Paistom), relativamente alle sue competenze e mansioni, rispondeva dei reati di disastro ambientale e inquinamento doloso in concorso, in particolare “con condotta abusiva, negligente, imperita e imprudente, commissiva e omissiva” per aver realizzato" le griglia A-B in assenza di progetto e mettendo in esercizio l’impianto di depurazione prima del collaudo dei lavori e in assenza di verifiche”, cagionando l’esondazione dei reflui, la fuoriuscita di oltre 130 milioni di filtri in plastica, sversati in mare e ritrovati su diverse spiagge d’Italia e del Mediterraneo. 

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