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CRESCITA NOTEVOLE
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Imposta di soggiorno, incassi record. ABBAC: "Stop alla spirale degli aumenti, servono trasparenza e riforma nazionale"
Comunicato Stampa
24 agosto 2026 13:35
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CAMPANIA. Ingenito: «Da Napoli, in vista dell’America’s Cup, a Salerno non si può continuare a finanziare il turismo aumentando la tassa sui turisti. Prima si rendicontino le risorse già incassate». Continua a crescere il peso dell’imposta di soggiorno. Secondo i dati dell’Osservatorio nazionale JFC, pubblicati dal Sole 24 Ore, nei primi sei mesi del 2026 i Comuni italiani hanno incassato oltre 438 milioni di euro, con un incremento del 13% sul 2025 e del 30% rispetto al 2024. Per l’intero 2026 il gettito è stimato in 1 miliardo e 308 milioni di euro, contro 1,15 miliardi del 2025. Sono ormai 1.411 i Comuni che, secondo le stime dell’Osservatorio, applicheranno il tributo nel 2026 e sono già 53 le amministrazioni che quest’anno hanno aumentato le tariffe. «Parliamo ormai di oltre un miliardo di euro all’anno – dichiara Agostino Ingenito, presidente nazionale ABBAC –. Prima di discutere di ulteriori aumenti è necessario sapere quanto viene incassato, come viene speso e quali risultati concreti queste risorse producono per il turismo. Gli operatori ricettivi non possono essere considerati semplicemente degli esattori per conto dei Comuni». I dati confermano incrementi significativi: Roma ha incassato 110,6 milioni di euro nei primi sei mesi del 2026; Milano è passata dai 35,5 milioni del primo semestre 2024 ai 65,8 milioni del 2026, con un incremento dell’85,1% in tre anni. Napoli cresce del 26,6%, Bologna del 33,3%, mentre a livello regionale spiccano Sardegna (+77,2%) e Abruzzo (+53,5%). ABBAC guarda con preoccupazione alla prospettiva di ulteriori incrementi a Napoli, già prospettata dall’amministrazione comunale. La programmazione finanziaria del Comune tiene esplicitamente conto dell’aumento tariffario e dell’andamento dei flussi turistici e precisa che, per il 2027, dovrà essere valutato anche l’impatto della 38ª America’s Cup. «L’America’s Cup deve essere una straordinaria opportunità di sviluppo per Napoli – sottolinea Ingenito – e non il presupposto per una nuova corsa alla tassazione dei pernottamenti. Un evento di questa portata deve generare nuova economia, occupazione, consumi e investimenti. Non può significare automaticamente una tassa più alta per chi sceglie Napoli». ABBAC ribadisce pertanto il proprio diniego ad ulteriori incrementi senza una preventiva e dettagliata rendicontazione delle somme già riscosse e senza un confronto con le rappresentanze dell’alberghiero e dell’extralberghiero. Emblematico anche il caso di Salerno. Dal 1° gennaio 2026 il Comune aveva già portato l’imposta a 4 euro per gli alberghi 4 e 5 stelle, 3 euro per alberghi 1-3 stelle, agriturismi e RTA e 2 euro per B&B, case vacanze, affittacamere e locazioni brevi. Pochi mesi dopo è intervenuto un secondo incremento: con deliberazione del Commissario straordinario n. 50 dell’8 aprile, dal 1° giugno 2026 le tariffe sono salite rispettivamente a 5, 4 e 3 euro, sempre fino a sette pernottamenti consecutivi. «Due interventi tariffari a distanza di pochi mesi – evidenzia Ingenito – dimostrano quanto sia urgente definire regole più stabili. Le strutture devono programmare prezzi, commercializzazione e rapporti con gli ospiti e non possono trovarsi continuamente di fronte a variazioni del prelievo». ABBAC richiama inoltre l’attenzione sull’evoluzione della normativa nazionale. La possibilità straordinaria di incrementare l’imposta di soggiorno fino a 2 euro per pernottamento, prevista nel quadro delle misure connesse al Giubileo 2025, è stata successivamente oggetto di ulteriori estensioni e deroghe attraverso la legislazione di bilancio. «È questo il punto politico che poniamo – prosegue Ingenito –: una facoltà nata come straordinaria non può trasformarsi, proroga dopo proroga, in un meccanismo ordinario di incremento della fiscalità turistica. Altrimenti ogni grande evento o necessità finanziaria locale finirà per giustificare una nuova maggiorazione». ABBAC chiede quindi al Governo l’apertura di un tavolo nazionale Stato-Regioni-Autonomie locali, con la partecipazione delle organizzazioni rappresentative dell’accoglienza alberghiera ed extralberghiera, per una revisione organica della disciplina. «Occorrono criteri nazionali più chiari, limiti agli aumenti, obblighi uniformi di rendicontazione e semplificazione degli adempimenti – afferma Ingenito –. Soprattutto bisogna garantire che le risorse ritornino realmente al sistema turistico». Mobilità e trasporto pubblico, sicurezza, decoro urbano, manutenzione, servizi di accoglienza, accessibilità, informazione e promozione delle destinazioni devono essere chiaramente individuabili e rendicontati. «Gli operatori svolgono attività di riscossione, registrazione, dichiarazione e riversamento assumendosi anche precise responsabilità. È quindi legittimo chiedere di partecipare alle scelte sull’utilizzo delle somme raccolte. Da Napoli, in vista dell’America’s Cup, a Salerno, fino alle altre città italiane che stanno aumentando le tariffe, ABBAC pone una questione semplice: prima di chiedere altri soldi ai turisti, rendicontiamo quelli già incassati. La nostra proposta è chiara: trasparenza, tavoli permanenti con le categorie, stop agli aumenti automatici e una riforma nazionale dell’imposta di soggiorno».



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