SALERNO. Negli ultimi anni ha sempre più assunto un ruolo centrale il tema dell'allineamento in ambito pedagogico. Tale argomento rappresenta la chiave per un buon apprendimento e congiunge obiettivi formativi, metodologie didattiche e bisogni degli studenti. Quando tali elementi dialogano in maniera efficace, l'apprendimento diventa più significativo e duraturo. In tale dinamica si possono individuare, come spiegano gli esperti, due processi: uno orizzontale che mette in relazione il mondo dello studente con quello del docente e, contestualmente, uno verticale che consolida il processo di crescita dei due soggetti. A Salerno, come in molte altre realtà del Sud Italia, il sistema scolastico sta affrontando sfide complesse: dispersione scolastica, divari socio-economici e innovazione digitale. In questo scenario l'allineamento pedagogico può fungere da strumento per favorire una didattica più inclusiva. All'inizio del percorso esiste una distanza tra i mondi dei due soggetti (studente-docente), caratterizzati da visioni differenti, ma è fondamentale al fine di far affrontare allo studente ciò come un problema e, quindi, di renderlo disponibile al cambiamento. L'allineamento non si raggiunge facilmente se tutti i partecipanti non sono propensi nell'avvicinarsi al mondo altrui. Entra qui in gioco anche la stessa Università degli Studi di Salerno, che funge da punto di riferimento per la ricerca pedagogica e per la preparazione dei futuri docenti. L'allineamento, qui, presenta una coerenza tra insegnanti, laboratori e tirocini e, inoltre, una valutazione orientata alle competenze, non soltanto ai contenuti.