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VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO
VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO
Trentinara, Terrazza del Cilento si arricchisce dell’opera artistica di Mangone tra storia, mito ed amore
Redazione
04 aprile 2026 19:48
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TRENTINARA. Il Comune di Trentinara prosegue nel suo percorso di valorizzazione territoriale attraverso l'arte e la cultura, consolidando il legame profondo tra identità locale ed il patrimonio storico, culturale e naturalistico del territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

Con delibera di giunta n. 24 del 01/04/2026 l’amministrazione comunale ha approvato un nuovo e ambizioso progetto di valorizzazione territoriale che sorgerà prima dell’estate nei pressi della “Terrazza degli Innamorati”, luogo già simbolo di riqualificazione e inclusione.

L’esecuzione dell’opera sarà affidata al Maestro di fama internazionale Fernando Mangone; artista di profonda derivazione espressionista che vanta un prestigio internazionale assoluto, con opere esposte in musei e gallerie di tutto il mondo dal Metropolitan Museum of Art di New York al MoMA di San Francisco, fino alle grandi capitali europee.

La sua cifra stilistica è inconfondibile: la sua tecnica fa un uso magistrale di colori fluorescenti e iridescenti. Le sue opere non si limitano a farsi guardare ma vivono di luce propria, creando un’esperienza visiva totalizzante.

Scegliere il Maestro Mangone significa investire in un artista capace di tradurre il mito antico in un linguaggio pittorico contemporaneo e universale.

Con questo progetto si intende completare il percorso identitario che ha reso Trentinara il "Borgo d'Amore". Se il percorso che attraversa la "Via dell'Amore”, la "Terrazza degli Innamorati" e la "Terrazza del Cilento” celebra l'amore umano e romantico — incarnato nella struggente leggenda locale di Saul e Isabella e nel simbolo della "preta 'ncatenata" — la Teogonia Greca, rappresentata nell’opera, ne svela la radice universale.

L'Eros qui rappresentato non è solo sentimento ma la forza cosmica primordiale che mette fine al Kaos e genera la vita. Il visitatore attraversa la dimensione mitica dell'Eros universale nell’opera iridescente per poi approdare alla dimensione storica e paesaggistica del borgo. Si crea un legame indissolubile tra il mito e il territorio: non solo un luogo panoramico ma un percorso in evoluzione che parte dalle divinità greche e culmina nell'abbraccio visivo con la terra del Cilento, ammirando il panorama che declina verso Paestum e il mare. Un connubio perfetto tra la creatività umana e l’arte assoluta della Natura.

Le installazioni del maestro Mangone, infatti, creano un percorso e un trasporto intenso. Il colore, nelle sue manifestazioni più accese, rappresenta la particella elementare nell’indeterminato della conoscenza. Il ricorso al mito e alla teogonia, in particolare, rende manifesta l’impossibilità di capire ed interpretare il mondo. Si cerca un appiglio nella frustrante ricerca del senso delle cose, un tentativo estremo di rifugiarsi in una dimensione ultraterrena che dà sollievo alla fantasia ed eccita la mente: esiste un ordine nel caos? Può Eros soggiogare Kaos?  

Domande che forse non troveranno risposte e che il maestro Fernando Mangone rappresenterà nell’installazione dal titolo: "Le Origini – Teogonia Greca: da Kaos a Eros".

Il progetto prevede la realizzazione di una struttura che racchiude l’opera senza però costringerla in confini, aperta all’orizzonte e all’universo intero, ma definita nei contorni su cui l’artista imprimerà le sue rappresentazioni. Di notte, grazie ai colori iridescenti utilizzati, l’opera avvolgerà i visitatori in una dimensione ancora più surreale.

L'installazione artistica vuole rappresentare un’esperienza sensoriale e un manifesto filosofico: attraverso un percorso fisico e concettuale il visitatore sarà invitato a riflettere sulla lotta perenne tra l'ordine e il disordine, tra il Kaos originario e la forza cosmica di Eros.

Quest'opera vuole anche essere un omaggio spirituale e fisico all'intero Parco Nazionale del Cilento. Un racconto teogonico nel quale assume un ruolo centrale la figura di Gea, la Madre Terra e dunque la tutela e la sacralità della Natura.

Il progetto, inoltre, instaura un dialogo visivo e concettuale diretto con l'area archeologica di Paestum. Le divinità primordiali dipinte fungono da ponte tra l'antica Magna Grecia e l'entroterra cilentano.



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