Piano Zuccatelli, l'ing. Abate di Agropoli scrive a Caldoro

Redazione
07 maggio 2010 09:07

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OSPEDALe_AGROPOLI

 

Dopo le anticipazioni a mezzo stampa sul Piano Ospedaliero Regionale del sub commissario della Sanità Campana, Giuseppe Zuccatelli, non si ferma la polemica del presidente del Consiglio di Agropoli, nonché componente del comitato civico pro ospedale,  Agostino Abate. In una lettera indirizzata al presidente della Regione, Stefano Caldoro, e agli onorevoli De Mita e Cobellis, esprime il disagio della cittadinanza per il nuovo Piano Ospedaliero Regionale in via d'attuazione che “non pochi problemi arrecherà ad un territorio particolarmente ampio e soprattutto popoloso, in particolare nel periodo estivo”. Il Piano, infatti, prevede la trasformazione dell’ospedale civile in centro oncologica territoriale, per lavorare in stretta sinergia con la clinica Malzoni. Una trasformazione motivata dal fatto che l'ospedale sarebbe una struttura sanitaria doppione, essendo già presente ad Agropoli l’ospedale Malzoni.
"I cittadini di Agropoli - si legge nella missiva dell'ing. Abate - non si intromettono mai in decisioni conseguenti a valutazioni obiettive e conformi ai disposti di legge ma certamente non sono tolleranti nei confronti di chi vuole operare tagli e riconversioni che non rimarrebbero mai giustificati con un normale ricorso alle predette conformità. Già in fase di pubblicazione della legge regionale n.16/2008 , sostenuto da una attenta disamina dell’intero articolato di legge e motivato da oltre seimila firme a sostegno , e nella mia qualità di presidente del Consiglio Comunale della città di Agropoli , ho trasmesso , mediante rituale lettera raccomandata n. 12903663849-3 del 13/12/2008, al Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Silvio Berlusconi , una compiuta e documentata richiesta di impugnazione costituzionale della predetta legge-provvedimento emessa dalla Regione Campania. Le violazioni che la legge regionale 16/2008 perpetrava nei confronti degli articoli costituzionali erano e sono tutt’ora evidenti e l’allegato “A” (allegato alla legge) ne documentava i FATTI ed il FALSO in esso contenuti : i parametri di valutazione erano stati completamente ignorati e falsati ed il principio economico del rientro dal disavanzo era solo enunciato e non documentato. Ad oggi il Piano Zuccatelli , indipendentemente se redatto in conformità o meno della richiamata legge regionale o se redatto in conformità del solo interesse nazionale al rientro dal disavanz , sembra continuare ad ignorare i richiamati parametri obbligatori, che se rispettati e valutati segnano il giusto confine fra una legittima azione di Diritto ed una illegittima azione politica, quest’ultima proposta oltretutto anche in modo grossolano e con evidenti contraddizioni territoriali che non sfuggirebbero neanche ad un distratto giurista . E questo a voler tacere su ogni altro aspetto che la politica attenta deve saper cogliere e perseguire nell’interesse superiore di tutti i cittadini del territorio ed in conformità con il più elementare diritto alla salute che è comunque legato alla pluralità parametrica del territorio servito. Nel Piano Zuccatelli si rilevano novità che non sono conformi alla già contestata legge regionale 16/2008 e non sono giustificabili con una valutazione legabile alla richiamata pluralità parametrica del territorio servito dalle strutture dismesse”. Abate rivolgendosi al presidente regionale Caldoro, lo invita “a nome della intera città di Agropoli, prima di ritualizzare il Piano Zuccatelli, ad osservare e confrontare le superiori realtà territoriali e parametriche di Agropoli e del suo bacino di utenza (sia annuale e sia quello estivo) con quello di altre strutture della provincia di Salerno e soprattutto ad esaminare la vera rete Hub e Spoke di questa nostra intera realtà territoriale provinciale. La volontà espressa dal Consiglio Comunale e compiutamente motivata nelle varie deliberazioni - conclude il Presidente del Consiglio Abate - mi porta a sintetizzare come segue: i cittadini di Agropoli sono convinti e documentati che sia nella legge regionale 16/2008 e sia nel Piano Zuccatelli sono state ignorate e omesse importanti e significative valutazione dei parametri per dati di attività - dei parametri del territorio di utenza e dei relativi dati sensibili. Per quanto detto sono certi che nessuno fino ad ora ha mai documentato il vero e sono perciò giustamente convinti che non vi sono margini per la dismissione del P.S.A. dell’Ospedale di Agropoli”.

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