Attualità
Parco del Cilento, progetto Fagus: 1,2 mln di euro per salvaguardia boschi
Anna Vairo
31 gennaio 2013 15:12
Eye
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Il Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni destinatario di 1,2 milioni di euro per il progetto Fagus (“Forests of the Apennines: Good practices to coniugate Use and Sustainability) di cui è coordinatore oltre che principale beneficiario. L’iniziativa, che rientra all’interno del programma Life+ Natura, si prefigge la salvaguardia del patrimonio boschivo salernitano, con la sua flora e la fauna, ed è finanziata per il 68 per cento con fondi della Comunità Europea. Il programma avrà una  durata di 40 mesi a partire dal novembre 2012. Il programma comunitario Life+ nasce nel 1992 e fin da subito ha indirizzato le proprie azioni alla salvaguardia degli ambienti naturali e delle specie interessate dalle Direttive Cee “Habitat” e “Uccelli”  per la conservazione degli ecosistemi naturali e semi naturali, della flora e della fauna selvatiche oltre che degli uccelli selvatici. In tale ambito il gioiello verde della Campania rappresenta  un’area di grande interesse naturalistico, soprattutto per l’elevata diversità fisica, climatica e biologica. Il valore scientifico paesistico, e l’interesse storico-culturale di quest’area hanno determinato l’inserimento del Parco nella Rete europea e globale dei Geoparchi e nella lista delle Riserve di biosfera del Programma Mab Unesco, nell’elenco dei “Siti Unesco Patrimonio dell’Umanità”, quale paesaggio culturale congiuntamente alle aree archeologiche di Paestum e Velia ed alla Certosa di Padula. Il progetto Life Fagus si concentrerà su due Siti di interesse comunitario (Sic), quello dei Monti Alburni e quello del Monte Motola per i quali sono stati messi a disposizione 1.244.038 euro che, in questo caso, saranno impiegati per assicurare la conservazione a lungo termine degli ecosistemi primari nelle foreste del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. L’intervento si avvarrà della collaborazione dei Dipartimenti di Biologia ambientale dell’Università La Sapienza di Roma e dell’Innovazione nei Sistemi biologici, agroalimentari e forestali dell’Università degli Studi della Tuscia, che parteciperanno al progetto con il proprio staff e avvalendosi della cooperazione di esperti afferenti ad altri Enti.



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