TORRE ANNUNZIATA. “Apprendo che Sua Eccellenza Michele Di Bari, Prefetto di Napoli, ha nominato la commissione d’indagine volta a verificare la sussistenza di tentativi di infiltrazione e/o di connessioni con la criminalità organizzata all’interno del Comune di Torre Annunziata. Una decisione che va rispettata, ritenuta necessaria dal Prefetto per fare chiarezza sulle dinamiche interne all’amministrazione dell’Ente; al contempo, però condivido anche il rammarico del sindaco Cuccurullo. Le Amministrazioni locali vanno affiancate per essere meglio indirizzate ad un costante e netto contrasto a tutte le varie sfaccettature di un possibile tentativo di infiltrazione delle criminalità organizzate. Ad oggi esisto solo l'art. 143 del TUEL che prevede solamente lo scioglimento dei Comuni come unico mezzo di prevenzione.
In un contesto complesso come quello di Torre Annunziata, così come di molti Comuni limitrofi, non possiamo limitarci alle sole verifiche: va innescato un cambio di rotta dal punto di vista culturale per spezzare la catena che troppo spesso unisce istituzioni e criminalità organizzata. Dobbiamo investire nei giovani, nella scuola, nell’insegnamento e nell’educazione civica se vogliamo davvero combattere la camorra. Gli strumenti repressivi e d’indagine sono assolutamente necessari, ma risultano inefficaci se non vengono accompagnati da politiche serie di sviluppo sociale”. Lo ha dichiarato Ciro Buonajuto, vicepresidente nazionale ANCI con delega alla legalità e consigliere regionale della Campania.