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LA NOTA
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Acerra, Legambiente chiede interventi urgenti alla Regione per il termovalorizzatore
Comunicato Stampa
12 gennaio 2026 13:48
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ACERRA. Nei giorni scorsi è stata pubblicata la prima relazione dell’Osservatorio regionale sul termovalorizzatore di Acerra. L’attività dell’Osservatorio, ha visto la partecipazione della Regione Campania, dell’ARPAC, dei Comuni di Acerra e San Felice a Cancello, dell’Asl e delle associazioni Verdi Ambiente e Società, L’Altritalia Ambiente e Legambiente Campania ed ha messo in luce criticità già note e purtroppo confermate. “I dati raccolti- commenta Legambiente Campania-  non risultano rassicuranti e impongono scelte politiche tempestive e coraggiose, soprattutto in relazione al ruolo dell’incenerimento nella gestione dei rifiuti. La relazione ribadisce infatti che l’incenerimento, anche quando l’impianto opera in condizioni ottimali, comporta l’emissione in atmosfera di quantità significative di inquinanti per cui deve assolutamente restare una pratica residuale, come d’altra parte previsto dalla normativa europea e nazionale.”

La Campania è ancora lontana dall’obiettivo minimo del 65% e molti grandi comuni, a partire da Napoli e proseguendo con realtà come Torre del Greco, Afragola, Marano, Ercolano, Castellammare di Stabia, Casoria, San Giorgio a Cremano, Casalnuovo, Nocera Inferiore, Aversa, Torre Annunziata, Portici, Caserta, Quarto, Giugliano e Scafati, restano sotto la soglia prevista. Sono in totale 210 i comuni che non raggiungono il 65% di RD nel 2024, con 33 sotto il 45%, secondo i dati dell’Osservatorio regionale dei rifiuti. Vicini all’obiettivo ma “non ancora ricicloni” sono 179 i comuni che hanno una percentuale che va dal 55 al 64,9 per cento.

Siamo soddisfatti che le nostre proposte siano state accolte nella relazione. Ora auspichiamo che questo documento diventi un punto di riferimento per l’azione politica regionale – dichiara Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania- e che consenta finalmente di restituire alle cittadine e ai cittadini una fotografia chiara, trasparente e accessibile del contesto ambientale e sanitario dell’area. Una cosa risulta chiara: per ridurre il ricorso all’incenerimento occorre rafforzare in modo deciso la raccolta differenziata, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Facciamo un appello al Neopresidente della Regione Roberto Fico e all’Assessora all’ambiente Claudia Pecoraro  -prosegue Mariateresa Imparato-, serve un Piano regionale dedicato ai Comuni “non ancora ricicloni” per colmare rapidamente questo divario. C’è bisogno di una regia forte e una task force operativa capace di accompagnare e supportare queste amministrazioni locali per migliorare i servizi e sostenere i cittadini nella raccolta. Solo raggiungendo e superando il 65% di rd si riuscirà a ridurre la produzione complessiva dei rifiuti e di conseguenza quella destinata all’inceneritore.”

La relazione affronta inoltre un nodo cruciale legato alle emissioni. La normativa vigente esprime i limiti emissivi degli inceneritori in termini relativi, senza considerare la portata complessiva dei gas emessi. Questo approccio non tiene conto delle specificità ambientali e geomorfologiche del territorio acerrano, dove la capacità di dispersione degli inquinanti non è garantita. Non sorprende, infatti, che l’Inventario Regionale delle Emissioni 2021 collochi Acerra tra i primi comuni campani per emissioni di metalli pesanti come cadmio, mercurio e arsenico. Da qui nasce la necessità di ridurre i rifiuti inceneriti, migliorare i monitoraggi, aggiornare gli studi sulla dispersione degli inquinanti, rendere pubblici e facilmente accessibili i dati ambientali e potenziare gli screening sanitari, affinché la tutela della salute diventi un obiettivo prioritario e condiviso.



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