Cronaca
INDAGINE GDF
INDAGINE GDF
Casalnuovo di Napoli, frode sull'iva: sequestrata azienda di elettrodomestici e smartphone
Comunicato Stampa
14 gennaio 2026 11:23
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CASALNUOVO DI NAPOLI. Nell’ambito di indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Nola, i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal gip del Tribunale nolano, avente ad oggetto l’intero compendio aziendale di una società con sede a Casalnuovo di Napoli, operante nel commercio di elettrodomestici e telefoni cellulari. Il provvedimento trae origine dagli sviluppi delle indagini che, il 17 settembre scorso, avevano portato all’esecuzione di un sequestro preventivo finalizzato alla confisca, per un importo complessivo di 5.740.561 euro, nei confronti della medesima società e del suo legale rappresentante. Tale misura era stata successivamente confermata dal Tribunale del Riesame.

Nell’ambito di quella attività investigativa era stato sequestrato, tra l’altro, anche uno yacht di 16,5 metri, formalmente intestato a terzi ma ritenuto nella piena disponibilità dell’indagato. La prosecuzione delle indagini ha consentito di accertare il perdurare di un articolato schema fraudolento nella commercializzazione di telefoni cellulari e televisori, anche attraverso la promozione dei prodotti sulla piattaforma TikTok a prezzi particolarmente competitivi. È emerso, in particolare, che la società – interessata negli ultimi anni da una crescita esponenziale e anomala del fatturato (passato da 2,2 milioni di euro nel 2017 a 20,8 milioni di euro nel 2023) – avrebbe continuato a occultare vendite “in nero” effettuate nei confronti di privati consumatori. Secondo quanto ricostruito, tali vendite venivano dissimulate mediante l’emissione di fatture false, senza applicazione dell’IVA in regime di reverse charge, nei confronti di società cosiddette “cartiere”. In questo modo, operazioni di vendita al dettaglio, per le quali sarebbe dovuta essere applicata l’aliquota IVA ordinaria, venivano artificiosamente rappresentate come vendite all’ingrosso, effettuate senza imposta. Le indagini hanno inoltre evidenziato che la vendita dei telefoni cellulari avveniva a prezzi significativamente inferiori rispetto a quelli praticati dalla Grande Distribuzione Organizzata e dalle stesse aziende produttrici solo in caso di pagamento in contanti.

In tali circostanze, al cliente veniva consegnata una “bolletta” priva di validità fiscale – sebbene molto simile a un normale scontrino – generata tramite un apposito software gestionale. In essa veniva indicato il codice IMEI del dispositivo, al fine di giustificare l’uscita della merce dal magazzino, monitorare le vendite al pubblico e garantire eventuali sostituzioni dei prodotti. Il perdurare delle condotte illecite anche successivamente al sequestro preventivo del 17 settembre ha indotto il GIP del Tribunale di Nola, su richiesta della Procura della Repubblica, a disporre il sequestro impeditivo dell’intera attività aziendale, ritenuta sistematicamente finalizzata alla realizzazione di profitti illeciti attraverso condotte integranti reati tributari.

Si precisa che il provvedimento adottato dal Giudice costituisce una misura cautelare reale, avverso la quale sono ammessi mezzi di impugnazione. I destinatari del provvedimento sono persone fisiche e giuridiche sottoposte a indagini e devono pertanto considerarsi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.



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