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Inverno demografico, De Rosa: "Meno figli, più anziani. Chi regge l’Italia nei prossimi 10 anni?”
Redazione
16 gennaio 2026 09:02
Eye
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SALERNO. Inverno demografico e calo della natalità: meno figli, più anziani. Chi reggerà l’Italia nei prossimi 10 anni? Lo abbiamo chiesto al cav. Domenico De Rosa, noto imprenditore salernitano CEO del Gruppo Smet.

Cavaliere De Rosa, perché oggi la demografia è il vero tema nazionale, più di tanti altri? "Perché la demografia non è un tema “sociale”: è la struttura economica del Paese. Se nascono meno bambini, domani avremo meno lavoratori, meno contribuenti, meno consumi e meno crescita. È la base materiale del futuro".

Qual è il dato che dovrebbe far riflettere chiunque, anche chi non segue la politica? "Due numeri, chiarissimi: nel 2024 in Italia ci sono state 369.944 nascite e il numero medio di figli per donna è sceso a 1,18, minimo storico. Non è un’impressione: è un trend certificato".

Nel 2025, la situazione è migliorata o peggiorata? "La tendenza continua. La stima provvisoria dei primi sette mesi del 2025 parla di circa 13mila nascite in meno rispetto allo stesso periodo del 2024, pari a -6,3%, con una fecondità stimata a 1,13".

Cavaliere, è una crisi culturale o economica? "È entrambe, ma nasce soprattutto dalla realtà quotidiana. Se fare famiglia significa precarietà, casa irraggiungibile, tempi impossibili e servizi insufficienti, la società spinge a rimandare. E spesso rimandare diventa non fare".

Che impatto ha questa crisi sul lavoro e sulle imprese? "Un impatto enorme: mancheranno persone, competenze e ricambio generazionale. Un Paese con meno giovani deve imparare a produrre di più con meno forza lavoro, ma questo richiede tecnologia, formazione e organizzazione. Non è una teoria: è la competitività di domani".

In questa situazione pesa anche la fuga dei giovani? "Pesa tantissimo, perché è una perdita doppia: meno nascite e meno giovani che restano. E c’è un dato che fa capire la gravità del problema: nel triennio 2022–2024 i laureati tra i giovani emigrati sono il 42,1%, in aumento rispetto al passato. Stiamo perdendo capitale umano".

La politica parla spesso di natalità. Qual è l’errore più comune? "Pensare che basti un intervento spot. La natalità non si cambia con gli slogan e nemmeno con una misura isolata. Si cambia rendendo la vita sostenibile per chi vuole costruire una famiglia".

Cavaliere De Rosa, se dovesse indicare tre priorità concrete e comprensibili a tutti? "Tre cose semplici e decisive: lavoro stabile e dignitoso, perché senza sicurezza si rinvia tutto; casa accessibile, perché la famiglia non si costruisce nell’incertezza permanente; servizi funzionanti, soprattutto per l’infanzia e per la conciliazione dei tempi di vita".

Come si spiega questa emergenza a un cittadino che pensa: “tanto non dipende da me”? "Gli direi che dipende da tutti, perché la demografia decide la qualità della vita: scuole, sanità, pensioni, servizi, opportunità. È una questione collettiva e nazionale".

Una frase finale da imprenditore impegnato come è lei. “Un Paese senza giovani non perde solo popolazione: perde forza economica, fiducia e futuro.”



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