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NOTA STAMPA
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Comuni montani, UNCEM Campania: "Si affidino alle Regioni criteri di classificazione"
Comunicato Stampa
20 gennaio 2026 09:34
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AQUARA. Trasmessa al Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Roberto Calderoli ed al Presidente della Regione Campania Roberto Fico la Proposta di UNCEM Campania, ai comuni e Comunità montane per consentire alle Regioni di mantenere la competenza sulla classificazione, o di presentare proposte di integrazione, anche differenziate su base regionale e riconoscimento formale del diritto degli enti territoriali a proporre revisione della propria posizione all’interno della classificazione attraverso meccanismi di riesame. 

“Premesso che il disegno di legge per il riconoscimento e la promozione delle zone montane (cd. DDL Montagna) è divenuto legge in data 10 settembre 2025; la legge 12 settembre 2025, n. 131 è finalizzata alla valorizzazione delle zone montane italiane, al fine di superare gli svantaggi strutturali delle cosiddette “aree montane”, attraverso incentivi economici, fiscali e sociali – si legge nella lettera dell’UNCEM Campania presieduta da Vincenzo Luciano - considerato che  i Comuni montani in Italia sono complessivamente 3.524, pari al 43,7% del totale dei Comuni italiani, e la maggior parte di essi conta meno di 2.000 abitanti.

L’UNCEM esprime forte preoccupazione in merito ai criteri di classificazione dei Comuni montani attualmente delineati ai sensi dell’articolo 2 della legge 12 settembre 2025, n. 131; chiede di consentire alle Regioni di eventualmente deliberare in merito alla classificazione, o di presentare proposte integrative e promuove un confronto istituzionale finalizzato alla definizione di parametri integrativi o correttivi che tengano conto degli indicatori demografici, socio-economici e di accessibilità ai servizi essenziali.

“Non vi è alcun riferimento in questa classificazione a usi del suolo, livelli di spopolamento, situazione demografica, assetto economico, condizioni reddituali, perifericità o marginalità che caratterizzano e accomunano molti dei comuni montani – si legge ancora nella missiva - Nella sostanza quel concetto di "montanità" in ottemperanza al dettato dell'Art.44 della Costituzione. Generando, problemi di equità territoriali della montagna italiana, disparità di sostegno e ignorando di fatto marginalità storicamente ancora presenti in alcune parti dell'Appennino. Tale situazione provoca un aumento dei divari e della competizione tra le aree montane, anziché mirare ad azioni di condivisione e solidarietà territoriale".



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