Attualità
CON L'ASSESSORE SERLUCA
CON L'ASSESSORE SERLUCA
San Mauro Cilento, firma di un "Patto" per le Aree Interne
Antonio Vuolo
24 gennaio 2026 10:06
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SAN MAURO CILENTO. Un’alleanza ampia e trasversale per ripensare il futuro delle aree rurali di collina e di montagna. È il senso del “Patto per abitare il futuro”, sottoscritto ieri pomeriggio a San Mauro Cilento, nella sede della Cooperativa Agricola Nuovo Cilento, nel giorno delle celebrazioni per il 50° anniversario della sua fondazione. Un contesto simbolico, scelto per valorizzare un’esperienza cooperativa che da mezzo secolo opera sul territorio con pratiche orientate alla rigenerazione ambientale, economica e sociale. L’accordo operativo riunisce agricoltori, cooperative, ricercatori, amministratori pubblici e rappresentanti della società civile, con l’obiettivo di costruire strategie condivise contro spopolamento, abbandono e fragilità strutturali delle aree interne. Tra i firmatari anche l’assessore regionale all’Agricoltura, Maria Carmela Serluca, alla sua prima uscita ufficiale in provincia di Salerno. “I 50 anni della Cooperativa sono l’occasione per una riflessione profonda sulle aree interne e per una presa di posizione chiara su come vogliamo guardare ai territori rurali, alle aree di collina e di montagna, che rappresentano una parte decisiva del futuro della Campania e del Paese”, ha dichiarato l’assessore. Serluca è poi tornata sulle criticità legate ai parametri nazionali di classificazione dei territori montani, che rischiano di penalizzare oltre 120 comuni campani: “Nei tavoli nazionali abbiamo espresso con chiarezza la nostra contrarietà. L’impostazione attuale ci penalizza e non risponde alle reali necessità di territori che hanno bisogno di essere sostenuti con risorse adeguate. Attendiamo una nuova versione del Dpcm, che valuteremo nel merito: al momento è un testo migliorato, ma continua comunque a penalizzare i nostri comuni. Anche il presidente Fico, in Conferenza Stato-Regioni, non ha espresso parere favorevole”. Al confronto ha preso parte anche il presidente di Uncem Campania, già intervenuto nei giorni scorsi per sollevare l’allarme sugli effetti del provvedimento per le aree montane. Il Patto individua sei assi operativi, frutto del lavoro di trenta esperti: rigenerazione di suolo, acqua e biodiversità; conoscenza e ricerca-azione; cooperazione ed economia sociale; filiere e mercati locali; servizi e diritti di cittadinanza; governance e programmazione futura. Tra gli obiettivi concreti figurano la creazione di reti di aziende agricole rigenerative, la condivisione di protocolli di monitoraggio ambientale, il rafforzamento degli hub cooperativi territoriali e la costruzione di micro-filiere locali. “Se continuiamo a sbagliare e a non contrastare efficacemente abbandono e spopolamento, questi dati drammatici rischiano di diventare realtà consolidate”, ha sottolineato Giuseppe Cilento, fondatore della Cooperativa. “Serve una cultura sistemica per rigenerare colline e montagne: suolo vivo, biodiversità, acqua, comunità, scuola e credito. Solo così si può fermare il declino e gli abusi del territorio”. A chiudere i lavori gli interventi del presidente della Cooperativa, Antonello Di Gregorio; del direttore scientifico di Rural Hack, Alex Giordano; del direttore esecutivo della GAOD, Jostein Hertwig; del Bio-Districts Global Ambassador di IN.N.E.R., TeChun Chen; della ricercatrice di Rural Hack, Paramie Vidarshana Undupitiya Gamage; e del presidente della Fondazione CON IL SUD, Stefano Consiglio, che hanno restituito il senso del percorso avviato e del modello territoriale costruito in questi anni.



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