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NEL MIRINO SERVIZIO DEL TG1
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Salernitana, CCSC e tifoseria: “Stanchi di essere additati come delinquenti”
Redazione
26 gennaio 2026 14:37
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SALERNO. Centro di Coordinamento Salernitana Clubs, ma anche l'Associazione Fans 1919 manifestano, in una nota, il disappunto per un servizio trasmesso da un telegiornale nazionale sul fenomeno del tifo violento.

"Il Presidente Centro di Coordinamento Salernitana Clubs Riccardo Santoro e tutto il Direttivo associativo manifestano il proprio disappunto circa il servizio andato in onda nella serata di domenica 25 gennaio 2026 al Tg1, in merito al fenomeno del tifo violento. Il servizio in questione si chiude additando la tifoseria della provincia di Salerno, con poche altre province meridionali, tra le più violente, nonostante le immagini mostrate si riferiscano esclusivamente a scontri avvenuti in autostrada tra ultras di Lazio, Napoli, Roma e Fiorentina. Il CCSC, ritiene che, in tal modo non si sia resa buona e corretta informazione, in quanto nella schermata di chiusura del servizio si legge chiaramente il nome della città di Salerno e non le realtà della provincia coinvolte nel report della Polizia di Stato, sicchè resta impresso non solo il nome della nostra città ma anche quello della sua tifoseria, addebitando implicitamente responsabilità che non appartengono ai tifosi salernitani. Non solo la tifoseria granata, già ingiustamente colpita dalle restrizioni della scorsa estate determinata solo da un ristretto gruppo di tifosi per i fatti verificatisi in occasione della finale play out contro la Sampdoria, viene di nuovo a finire nel calderone del killeraggio mediatico, mentre occorre ricordare che da quando è stato revocato il divieto di trasferta, ha dato ampia dimostrazione di correttezza nel corso delle gare lontane dallo stadio Arechi, come è stato dimostrato – solo per citare qualche esempio – durante la trasferta a Latina con oltre 2.500 tifosi al seguito e come dimostrato in serie A e in serie B, con trasferte anche di 4.000 tifosi e più. L' irrequietezza di pochi tifosi in occasione di Salernitana-Sampdoria (partita sulla quale potremmo aprire un capitolo a parte) non può marchiare a fuoco Salerno come città e provincia violenta nel campo del tifo. Il tifo organizzato prende le distanze da tale insoddisfacente informazione ed attende analoga presa di posizione da parte delle istituzioni cittadine e della provincia, oltre che della stessa società Salernitana U.S.1919".

"L’Associazione Fans 1919, in persona del suo rappresentante legale avv. Decio Rinaldi, esprime profondo sconcerto e ferma riprovazione in merito ai contenuti del servizio andato in onda nell'edizione serale del TG1, nel quale la città di Salerno è stata esplicitamente indicata, anche attraverso grafiche sovrimpresse, tra le realtà caratterizzate dalle "tifoserie più calde e violente" d’Italia. Tale accostamento appare non solo superficiale (non è citata alcuna fonte del dato riferito) ma gravemente lesivo dell'onore e del decoro di un’intera comunità sportiva. L’indicazione generica di "Salerno" induce lo spettatore a identificare tout court la tifoseria della Salernitana come un focolaio di violenza, ignorando una storia decennale di passione civile, calore coreografico e correttezza, ampiamente riconosciuta a livello nazionale e internazionale. È doveroso sottolineare come la tifoseria salernitana si sia sempre distinta per un attaccamento viscerale alla propria maglia, espresso attraverso forme di partecipazione collettiva che nulla hanno a che vedere con i fenomeni di criminalità da stadio citati nel servizio. La generalizzazione operata dal servizio pubblico televisivo appare, pertanto, un’operazione di "marchiatura mediatica" inaccettabile, che svilisce il valore sociale dello sport a Salerno. Questa associazione non può non rilevare come tale accanimento mediatico sembri ricalcare un pericoloso pregiudizio già manifestatosi nel recente passato. Ci riferiamo, in particolare, ai fatti dello scorso giugno, quando la tifoseria fu destinataria di critiche sproporzionate a seguito della protesta per la gestione dello spareggio play-out. In quell'occasione, a fronte di una legittima indignazione per le decisioni riguardanti il differimento della gara con la Sampdoria (legato alle vicende giudiziarie del Brescia), il lancio di alcuni seggiolini — gesto certamente da stigmatizzare, ma isolato e dettato da un clima di esasperazione sportiva — fu utilizzato come pretesto per dipingere Salerno come una piazza pericolosa. Quell’episodio portò a provvedimenti sanzionatori da parte del Viminale, tra cui prolungati divieti di trasferta, che apparvero fin da subito punitivi oltre misura rispetto alla reale entità dei fatti. Oggi, la reiterazione di tali accuse attraverso il principale organo di informazione nazionale aggrava il pregiudizio, trasformando una tifoseria passionale e civile in un "capro espiatorio" del tifo violento.

Fans 1919 sottolinea che:

1. La tifoseria della Salernitana è tra le più numerose e corrette delle categorie superiori, capace di mobilitare migliaia di persone, in casa e in trasferta, senza generare incidenti.

2. Il termine "violenza" non può essere utilizzato con tale leggerezza, rischiando di confondere la protesta sportiva o il calore del tifo con condotte delittuose. Al riguardo ci si chiede se la redazione, tenuta anche al rispetto di norme deontologiche proprie della professione giornalistica, abbia ben ponderato il contenuto del servizio, tenuto conto il principio della verità sostanziale dei fatti (Testo unico doveri giornalista).

3. Il danno d'immagine arrecato alla città e alla provincia è rilevante e merita un'immediata rettifica.

Con il presente atto si chiede formale rettifica, invitiamo, inoltre, le testate giornalistiche coinvolte e le autorità preposte a una valutazione più equilibrata e aderente alla realtà dei fatti, riservandoci ogni azione nelle sedi opportune a tutela della dignità dei tifosi salernitani".



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