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DURA MISSIVA
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Legge sulla Montagna, Auricchio denuncia paradossi: "Comuni di mare considerati montani"
Comunicato Stampa
27 gennaio 2026 10:53
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ROCCADASPIDE. Comuni di mare considerati montani e il divario nord-su diventa un abisso: ancora paradossi della Legge sulla Montagna. A denunciare la situazione, ancora una volta, il presidente Area Interna del Cilento, Girolamo Auricchio (nella foto).

"Il Ministro Calderoli, con la Legge sulla Montagna, ha stabilito che i comuni che avranno accesso ai finanziamenti per gli enti montani saranno valutati sulla base dei 'parametri altimetrici e della pendenza' pertanto le Alpi, che hanno vette più alte e quindi pendenze superiori sarebbero, ancora una volta, avvantaggiate a danno degli Appennini con vette e pendenze più basse.  Una legge che comporta che, dagli attuali 4.201 comuni classificati come "montani", si scenda ad un numero di soli 2.844 comuni "montani", pertanto ben 1.357 comuni perderebbero i conseguenti benefici degli enti montani e gli esclusi sarebbero in gran parte comuni degli Appennini e, in particolare, del Sud.

Si prevede, in pratica, che solo in Campania, ben 120 Comuni perderebbero i benefici degli enti montani a causa si una Legge che si prefigge, tra l’altro, di contrastare lo spopolamento, ridurre le disuguaglianze strutturali ed erogare agevolazioni fiscali eccetera.

ALCUNI “STRANI” ESEMPI - Pinzolo che include Madonna di Campiglio, Cortina d'Ampezzo, Livigno... comuni turistici che non sono interessati minimamente dallo spopolamento e che conoscono una crescita demografica usufruiranno delle misure di contrasto allo spopolamento e agli svantaggi strutturali, mentre quelli della nostra Area Interna, no. Basti pensare che Livigno, attualmente, è già il Comune che da piccolo borgo di boscaioli, è diventato il più ricco d'Italia, ma se ne potrebbero citare tanti altri del Nord. 

Livigno vanta un alto tasso di natalità e un saldo migratorio positivo, fattori economici come la zona extra-doganale lo rendono esente da alcune imposte statali come, per esempio, l'IVA e gli affari d'oro per gli alberghi, le banche, i negozi, i prodotti di elettronica, sono all'ordine del giorno tanto che nel Comune la benzina costa il 40% in meno. Chi visita Livigno trova conveniente l’acquisto di tabacchi, zucchero e alcolici, nonché merci di maggior pregio.

Nei fatti, paradossalmente, i comuni che davvero hanno carenze, spopolamento, bisogno di ridurre le disuguaglianze strutturali, vengono esclusi da tutti questi benefici. Tra i beneficiari di questa legge vi sono alcuni "poveri" comuni che saranno classificati come svantaggiati eppure si tratta di Comuni che, negli anni, hanno usufruito da parte di tutti i Governi, della più alta percentuale di finanziamenti per infrastrutture e contributi vari agli imprenditori e che ora, con questa ingiusta e immotivata legge dello Stato, saranno inondanti di fondi dello Stato Italiano. Uno dei danni maggiori della classificazione di Calderoli è proprio quello di continuare a costruire barriere e divisioni tra i territori "diversamente" montani, con particolare avversione, come sempre, per i territori del Sud.

OLIMPIADI 2026 MILANO-CORTINA - Un altro spreco ad esclusivo vantaggio del Nord e in perfetto stile Italia '90 è quello relativo alle Olimpiadi 2026 Milano-Cortina. Il costo complessivo previsto inizialmente per la manifestazione ammontava a € 1 miliardo e 362 milioni. Cifre enormi, ma da dover finanziare per tre quarti, ossia per quasi 1 miliardo di euro, dal Comitato Internazionale Olimpico (CIO), mentre per il restante importo dai quattro enti territoriali ossia dalle regioni Lombardia e Veneto e dalle province autonome di Trento e Bolzano.

Questo era l'accordo fatto a fine 2018 dal Governo. Un accordo ufficiale che non prevedeva alcuna spesa a carico dello Stato Italiano, dato questo messo in evidenza più volte e con enfasi in diversi comunicati stampa. Con il DPCM dell'8/9/2023, che definisce il piano complessivo delle opere olimpiche per Milano Cortina 2020-2026, lo Stato liquida la somma di € 4.018.368.115,67, ma in aggiunta a queste cifre sono state effettuate molte altre spese con fondi PNRR, fondi, questi, nati per venire incontro alle zone disagiate per poi essere dirottati, come sempre, per arricchire aree già sviluppate del Nord. Le opere previste da realizzare erano 98, di queste 42 da completare prima dei Giochi e le altre 56 da completare dopo, con cantieri che si protrarrebbero fino al 2033, focalizzandosi su infrastrutture non sportive. Deduco, dunque, che non servirebbero per la buona riuscita dei Giochi.

In pratica con Decreti vari, da parte di alcuni Ministeri, e con espedienti vari, si continuano a finanziare opere per il Nord. A Livigno le opere da realizzare o in corso di realizzazione sono 15 per una spesa di € 153.364.900,00. Per Cortina d'Ampezzo, la "povera" Regina delle Dolomiti, le opere in corso di realizzazione prevedono una spesa di € 1.149.186.245,45. Per la Variante di Cortina nel 2020 la spesa prevista, da progetto, ammontava a € 270.000.000,00 e tale spesa nel 2025 è arrivata € 677.000.000,00. Altra cosa grave è che le opere da realizzare con il citato DPCM del Presidente del Consiglio dell'08.09.2023 "NON SONO ASSOGGETTATE ALLA PROCEDURA DI VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA".

Zone turistiche del Nord dotate di strutture modernissime, ricche e sviluppate non hanno bisogno di alcuna valutazione ambientale e paesi del Sud in cui lo spopolamento è galoppante e in cui i negozi chiudono, hanno bisogno di tali certificati anche per una piccolissima installazione, in particolare per i Comuni ricadenti nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Una disuguaglianza continua, inaccettabile che considera la montagna, per avvantaggiare il Nord e distruggere il Sud, un'altitudine e non una condizione sociale e territoriale. E mentre comuni del Nord ricchissimi continuano a svilupparsi, il Sud continua a morire!  È ora di fermare questo scempio e di riconsiderare le Aree Interne del Sud come una risorsa preziosa: lo sono.

Mai avrei immaginato che luoghi ricchissimi, non interessati da spopolamento, dotati di infrastrutture modernissime, di eccellenti strutture alberghiere, di Resort di lusso, di località sciistiche di eccellenza con comprensori vasti e piste rinomate, con un turismo elitario, come Cortina d'Ampezzo, Madonna di Campiglio, La Thuile, Limone Piemonte, Prato Nevoso, Pontedilegno-Tonale, Cervinia, Livigno, Courmayeur, Val Gardena - Alta Badia, Bormio, Sestriere, Bardonecchia... eccetera, venissero classificati "svantaggiati" in quanto più poveri dei nostri comuni delle Aree Interne del Sud, tanto da dover essere aiutati altrimenti soffrirebbero la fame.

Mentre si parla di sostegni alla montagna, stranamente, assistiamo al fatto che Comuni come Positano, Vico Equense, Arenzano, in Liguria, che pur trovandosi ad un'altitudine minima pari a 0 m.s.l.m., con l'attuale Legge, verrebbero classificati come montani". La situazione si è ulteriormente aggravata con lo scellerato Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne, proposto dal Ministro Foti e sostenuto dal Ministro Calderoli che ha partorito il nuovo Disegno di Legge sulla Montagna approvato nella seduta del 9/04/2025. I Comuni delle Aree Interne della nostra Nazione erano, inizialmente, 72, l'attuale Governo ne ha inseriti altri 52 per un totale di 128, ma senza aumentare concretamente i fondi da assegnare ad ogni singola Area.

I due Ministri, congiuntamente a tutti gli altri componenti della Cabina di Regia presenti, tra cui, oltre a tutti gli altri Ministri e/o propri delegati, il  Presidente Nazionale dell'UNCEM, il Vicepresidente Nazionale dell'UPI, il Vicepresidente Nazionale dell'ANCI, con una leggerezza inaudita e all'unanimità, hanno espresso la loro approvazione, forse senza neanche leggere detto Piano, nel quale è riportato che molti piccoli comuni si trovano di fronte ad uno spopolamento irreversibile e pertanto questi dovranno essere accompagnati al declino". 

Il Cilento, con il suo patrimonio ambientale, culturale e umano, non chiede assistenza, ma opportunità, chiede di essere messo nelle condizioni di poter competere con le altre realtà in modo da attrarre e trattenere i cittadini, ma oggi è triste constatare che, fino ad adesso, nessun parlamentare, e sottolineo nessuno, nemmeno tra quelli della Regione Campania o del Mezzogiorno ha intrapreso azioni di contrasto o iniziative dinanzi alle scelte scellerate raccontate, per cui non è stato mai nemmeno espresso un parere sfavorevole, anzi, sembra quasi che siano favorevoli a queste ingiuste differenze e disparità di trattamento che si continuano a registrare tra Nord e Sud.

Purtroppo il Nord è interessato solo a quella che, già in precedenza, ho definito la "deportazione dei giovani del Sud" al Nord, giovani che hanno contribuito e stanno contribuendo, in maniera forte ed incisiva, a far diventare l'Italia Settentrionale sempre più ricca. Se le Aree Interne, specie quelle del Sud, sono ridotte, dunque, all’attuale stato è dovuto al disinteresse di tutti i Governi nazionale che si sono succeduti.



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