Giudiziaria
A SALERNO
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Omicidio Vassallo, il Gup non decide: nuovo rinvio al 27 marzo
Antonio Vuolo
30 gennaio 2026 13:56
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SALERNO. Si è conclusa con un altro rinvio, al prossimo 27 marzo, la nuova udienza preliminare sull’omicidio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, ucciso il 5 settembre del 2010 mentre rincasava. Il gup del Tribunale di Salerno, Giovanni Rossi, ha accolto le richieste di rinvio dell’udienza presentate dall’avvocato Saverio Campana, nominato nella giornata di ieri nuovo legale difensore di Lazzaro Cioffi, e dei penalisti Ilaria Criscuolo e Agostino De Caro, difensori dell’ufficiale Fabio Cagnazzo, in attesa delle motivazioni della Cassazione, che a dicembre scorso ha annullato l’ordinanza del Tribunale del Riesame, rimettendo in discussione l’intero impianto accusatorio. Entrambi sono coinvolti insieme all’imprenditore Giuseppe Cipriano e l’ex pentito Romolo Ridosso nell’inchiesta sull’omicidio del sindaco pescatore (quest’ultimo ha scelto il rito abbreviato). Delusione per il rinvio, al termine dell’udienza, è stata espressa dai familiari di Vassallo. “Se si continua, forse arriverà prima la pensione - ha commentato il fratello Dario Vassallo - Prima l’ortopedico, poi il nuovo avvocato, la prossima volta ci sarà l’oculista?”.  Dello stesso avviso anche il figlio Antonio Vassallo: “Non siamo contenti, m confidiamo ancora nei confronti della giustizia e speriamo che quanto prima possibile arriviamo a questo benedetto processo per fare le domande giuste a questi farabutti”. A margine dell’udienza, poi, uno dei legali di Cagnazzo, la penalista Ilaria Criscuolo, ha aggiunto: “L’ultima decisione della Cassazione, intervenuta sul profilo della gravità indiziaria, potrebbe essere un elemento di valutazione importante, per cui abbiamo chiesto di concedere un termine più lungo prima di decidere. L’aggettivo sereno difficilmente si può utilizzare per descrivere lo stato d’animo del colonnello Cagnazzo, però il fatto che può tornare al lavoro è sicuramente importante sotto molti profili per lui”.

LA NOTA DELLA FONDAZIONE VASSALLO - La Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore esprime profonda amarezza e indignazione per l’ennesimo rinvio nel procedimento giudiziario relativo all’omicidio del Sindaco Pescatore. Questa mattina, presso la Cittadella Giudiziaria di Salerno, si sarebbe dovuta tenere la quarta udienza preliminare. L’udienza è stata rinviata al 27 marzo a seguito della sostituzione dell’avvocato difensore di Lazzaro Cioffi, con conseguente applicazione dell’articolo 108 del codice di procedura penale. La Fondazione sottolinea che, pur riconoscendo la legittimità di tale norma, non è accettabile che strumenti previsti dalla legge vengano strumentalizzati come pretesti per rinviare all’infinito il processo. La Fondazione prevede che il procedimento possa subire ulteriori rinvii fino a maggio, giugno o addirittura luglio, una strategia che appare come un palleggio tra difensori volto solo ad allungare i tempi, creare confusione e dare l’illusione che la giustizia stia procedendo, mentre la verità resta ferma. Tuttavia, siamo convinti che, nonostante tutti questi rinvii, gli imputati saranno finalmente rinviati a giudizio entro l’estate.

Non cerchiamo scorciatoie – dichiara il Presidente Dario Vassallo – ma non possiamo accettare che il diritto di difesa diventi uno strumento per rinviare indefinitamente un processo così importante. Ogni volta emergono nuove manfrine: sostituzioni dell’ultimo minuto, cavilli procedurali, articoli del codice richiamati in modo strumentale. Qui non si sta processando una persona: si sta processando un sistema che per quindici anni non ha protetto un sindaco onesto e oggi rischia di farlo morire una seconda volta. L’imputazione è chiara e grave: concorso in omicidio con metodo mafioso. Angelo Vassallo è stato ucciso. Tutto il resto sono alibi e distrazioni che rischiano di distogliere il Paese dal cuore del processo.”

Il Vicepresidente Massimo Vassallo sottolinea il peso umano e civile dei continui rinvii: “Dopo quindici anni di attesa per l’avvio del processo, l’udienza preliminare iniziata mesi fa non riesce ancora a concludersi. Ogni rinvio è un’umiliazione per la nostra famiglia e un insulto ai cittadini che credono nello Stato di diritto. È una sofferenza che si rinnova ogni volta. Non è solo una questione privata: è la credibilità dello Stato e della giustizia che è in gioco.”

La Fondazione precisa, inoltre, che questo processo non è contro il colonnello Cagnazzo o altri singoli ufficiali, ma contro uomini dello Stato che hanno fallito nel proteggere Angelo Vassallo, e più in generale contro un sistema che ha permesso che un sindaco onesto fosse lasciato solo, esponendolo alla morte.

“Ogni rinvio, ogni cavillo procedurale, ogni manfrina tra difensori è solo una prova del tempo perso, del sistema che cerca di nascondere le proprie responsabilità. Ma noi non ci arrendiamo, perché la verità non può essere ostaggio di chi vuole giocare con il dolore di una famiglia e con l’attesa dei cittadini.”

“Abbiamo piena fiducia nella magistratura, nel lavoro serio del Pubblico Ministero, nonostante tutte le difficoltà, continuano a tutelare la giustizia. Siamo certi che la verità emergerà, e che Angelo Vassallo otterrà finalmente quella giustizia che merita.”



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