Attualità
LA FUNZIONE DEL RACCONTARSI
LA FUNZIONE DEL RACCONTARSI
Maiori, sul Corso Reginna prende forma "Maiori Walk'in Art"
Comunicato Stampa
03 febbraio 2026 15:20
Eye
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MAIORI. Maiori affida al proprio Corso una nuova funzione: raccontarsi. Con l’installazione delle prime panchine artistiche stamattina lungo il Corso Reginna prende vita Maiori Walk’in Art, un intervento che intreccia arredo urbano e memoria collettiva, inserendosi nel tessuto della vita quotidiana della città. Nei prossimi giorni seguirà la collocazione dei vasi che con la loro presenza racconteranno la storia di Maiori: dal ritrovamento nelle reti dei pescatori della statua della patrona Santa Maria a Mare, all’operazione Avalanche che qui vide lo sbarco, i saraceni e le torri costiere, la Madonna dell’Avvocata e anche volti cari al cuore di chi ha sempre vissuto il corso Reginna come Tonino ‘o Micione, e molte altre storie ancora. Il sindaco Antonio Capone spiega: “Il Corso Reginna è da sempre uno spazio vissuto dai maioresi, attraversato ogni giorno per incontrarsi, fermarsi, parlare, osservare. È il luogo in cui si riconoscono e stanno assieme, anche e soprattutto quando i flussi turistici si concentrano verso il mare. Proprio da questa dimensione ordinaria e condivisa nasce l’idea di un progetto che non aggiungesse un elemento estraneo, ma si innestasse nella consuetudine dello stare in uno spazio che non è solo fisico, ma anche sociale, culturale, identitario”. Maiori Walk’in Art non è pensato come una mostra né come un percorso da seguire, ma come una presenza discreta lungo il Corso. Le panchine artistiche in marmo bianco, accompagnate da vasi in ceramica dipinti a mano da Francesco Raimondi, diventano punti non solo di sosta ma anche di racconto. Ognuno dei vasi che sarà installato nei prossimi giorni, si svelerà come dedicato a un tema che appartiene alla storia e all’immaginario della comunità: episodi storici, culti, personaggi, luoghi, tradizioni, frammenti di vita che hanno lasciato un segno nella memoria dei maioresi. I temi scelti compongono un insieme eterogeneo, fatto di riferimenti antichi e vicende più recenti, di simboli religiosi e storie laiche, di paesaggi naturali e figure umane. Tra questi trovano spazio anche presenze che hanno abitato il Corso con semplicità, diventando parte del suo ritmo quotidiano. Persone riconoscibili non per il ruolo, ma per la costanza e la familiarità della loro presenza, capaci di trasformare una panchina o una bottega in un punto di riferimento. I temi fanno parte della memoria collettiva maiorese: Vertumno, il dio delle stagioni e dei cambiamenti, legato ai terrazzamenti; Erchie, il ritrovamento di Santa Maria a Mare, le torri e i saraceni, Il castello di San Nicola de Thoro-Plano, la Madonna dell’Avvocata, Tonino ’o micione; la famiglia Mezzacapo; i Costaioli, pittori della Costiera; Operation Avalanche; Paisà, le signore dei Limoni, l’alluvione del 1954. Attraverso i QR code è possibile fermarsi, leggere, approfondire. Senza obblighi, senza un ordine prestabilito. Il racconto si offre a chi passa, nello stesso modo in cui il Corso ha sempre offerto occasioni di incontro e di scambio. Il sindaco Capone aggiunge: “Ci tenevo che tra questi simboli di storia e memoria della città, ci fosse anche Tonino ’o Micione. È impossibile parlare del Corso senza pensare a lui. Non aveva bisogno di essere protagonista: lo era già, con la sua presenza discreta, con il suo modo calmo di guardare scorrere la vita. Tonino era una presenza rassicurante, e noi così lo ricordiamo e perpetuiamo la sua presenza nel salotto della città”. Maiori Walk’in Art non ambisce a monumentalizzare la memoria, ma a renderla accessibile, quotidiana, attraversabile. È un progetto che si misura con il tempo lento della città e con i gesti ordinari di chi la vive ogni giorno. Il corso Reginna diventa così non soltanto un luogo di passaggio, ma uno spazio che conserva e restituisce storie. Un racconto diffuso, che non appartiene a una voce sola, ma alla comunità che lo ha generato e continua a viverlo.



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