Cronaca
COLPO ANCHE NEL CILENTO
COLPO ANCHE NEL CILENTO
Assalto ai bancomat tra Puglia, Basilicata e Campania: 5 persone arrestate
Comunicato Stampa
05 febbraio 2026 14:01
Eye
  319

TARANTO. Nella giornata di ieri, la Procura della Repubblica di Taranto, all'esito di una complessa e rapida attività investigativa svolta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Taranto, ha emesso un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di cinque persone, gravemente indiziate, a vario titolo e in concorso tra loro, di una lunga serie di assalti ai danni di sportelli bancomat commessi mediante l'utilizzo di ordigni esplosivi artigianali (c.d. "marmotte"), nonché di reati in materia di armi ed esplosivi. Il provvedimento, eseguito dai Carabinieri di Taranto in Napoli (NA), Palagiano (TA) e Toritto (BA), rappresenta l'esito di una efficace attività investigativa, svolta in perfetta sinergia con la Procura di Taranto, avviata lo scorso mese di novembre, a seguito di un preoccupante incremento di attacchi agli ATM registrato in diversi comuni della provincia di Taranto e nelle aree limitrofe. In un breve arco temporale, infatti, si sono susseguiti numerosi episodi caratterizzati dall'impiego del cosiddetto metodo della "marmotta", una tecnica particolarmente pericolosa che prevede l'inserimento di un ordigno esplosivo artigianale all'interno dello sportello bancomat per provocarne la deflagrazione e impossessarsi del denaro contenuto. Gli assalti hanno interessato inizialmente i centri di Montemesola, Monteiasi, Mottola, Palagiano e Ginosa, nel territorio tarantino, nonché il comune di Scanzano Jonico, in provincia di Matera, causando ingenti danni alle strutture bancarie, esplosioni udibili a notevole distanza e situazioni di concreto pericolo per la pubblica incolumità. In più occasioni, infatti, le detonazioni hanno interessato zone abitate e arterie stradali, con la disseminazione di chiodi artigianali a quattro punte lungo le vie di fuga per ostacolare l'intervento delle pattuglie delle forze dell'ordine. In uno degli episodi, proprio a causa dei "tripodi" lasciati sull'asfalto, un'autovettura di servizio dei Carabinieri intervenuta nell'immediatezza riportava il danneggiamento di uno pneumatico, fortunatamente senza conseguenze per i militari a bordo. Le indagini, condotte attraverso servizi di osservazione e pedinamento, analisi di centinaia di ore di filmati di videosorveglianza, utilizzo di lettori targhe, tracciamenti GPS, acquisizione e studio dei tabulati telefonici e attività tecniche di intercettazione, hanno consentito di ricostruire dettagliatamente il modus operandi del gruppo e di documentare la presenza degli indagati nei luoghi e negli orari compatibili con i singoli assalti. Secondo il quadro indiziario, gli stessi sarebbero stati in grado di pianificare sopralluoghi preventivi, utilizzare più veicoli di supporto - spesso rubati o riciclati con targhe di altri veicoli - e assicurarsi rapide vie di fuga, arrivando talvolta a incendiare, o a riempire del contenuto di estintori, gli abitacoli delle autovetture impiegate e abbandonate, per eludere le investigazioni. In diverse circostanze, i mezzi utilizzati per la fuga venivano condotti a velocità elevatissime, superiori ai 200 km/h, con grave rischio per la sicurezza della circolazione e per l'incolumità degli utenti della strada. Nel prosieguo degli accertamenti, l'attenzione investigativa si è estesa oltre i confini pugliesi, permettendo di individuare collegamenti con ulteriori episodi analoghi verificatisi in altre regioni del Sud Italia, tra cui Basilicata, Calabria, Campania e Lazio. In particolare, sono stati ricostruiti assalti consumati nelle province di Cosenza, Caserta, Benevento, Frosinone, Napoli e Salerno, nonché ulteriori tentativi e colpi andati a segno ai danni di istituti di credito e uffici postali, con modalità sovrapponibili a quelle registrate nel territorio ionico. Gli elementi raccolti consentirebbero di attribuire, allo stato delle indagini, a uno degli indagati un ruolo di riferimento anche negli episodi extra-regionali, in concorso con altri soggetti in via di identificazione. Complessivamente, solo per gli episodi accertati in Puglia e Basilicata, l'ammontare del denaro sottratto supererebbe i duecentomila euro, a cui devono aggiungersi i rilevanti danni strutturali arrecati agli immobili e agli impianti. Tuttavia, tenuto conto anche dei numerosi colpi documentati fuori regione, si può ragionevolmente ipotizzare che la somma complessivamente illecitamente sottratta nel periodo considerato sia prossima al milione di euro. La fase esecutiva dell'operazione ha visto l'impiego di un dispositivo straordinario composto da oltre 100 Carabinieri provenienti da diverse province, con il supporto del 6° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Bari per il monitoraggio aereo delle operazioni e la partecipazione di personale altamente specializzato delle Aliquote di Primo Intervento (API) di Bari e Brindisi e delle Squadre Operative di Supporto (SOS) dell'11° Reggimento Carabinieri "Puglia", reparti addestrati per interventi ad alto rischio e per la gestione di situazioni operative complesse. Alla luce del quadro indiziario delineato, della ritenuta sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e di un concreto pericolo di fuga, ma anche per evitare la reiterazione di reati della stessa specie, la Procura della Repubblica di Taranto ha quindi disposto il fermo dei cinque soggetti, che sono stati condotti presso le Case Circondariali di Taranto, Bari e Napoli Poggioreale, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. Durante la fase esecutiva sono state rinvenute e sottoposte a sequestro più di 100 gr di cocaina e oltre 35 mila euro di denaro contante, sottoposto a sequestro, poiché presunte provento dell'attività delittuosa. E' importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, per tutte le persone coinvolte vale il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza di condanna definitiva. Ancora una volta, la sinergia, il coordinamento e la stretta collaborazione tra la Procura della Repubblica di Taranto e il Comando Provinciale Carabinieri hanno posto le basi per raggiungere un altro importante obiettivo e incrementare la sicurezza a favore di tutti i cittadini.



Logo stiletvhd canale78
Immagine app 78
SCARICA
L’APP