Cronaca
INDAGINE DELLA PROCURA
INDAGINE DELLA PROCURA
Napoli, frodi telefoniche con messaggi ingannevoli: truffatore in carcere
Comunicato Stampa
12 febbraio 2026 14:05
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NAPOLI. I militari della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Napoli - aliquota Guardia di Finanza, nonché della Stazione e del Nucleo Operativo dei Carabinieri di Marano di Napoli, hanno dato esecuzione ad un'ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere e ad un decreto di sequestro preventivo diretto e "per equivalente", emessi dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, nei confronti di un soggetto ritenuto gravemente indiziato di più reati di accesso abusivo a sistema informatico e di frode informatica in danno di correntisti e aziende.

Le indagini, avviate nel 2024 a seguito delle denunce presentate da cittadini rimasti vittime delle condotte delittuose, sono state condotte sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica ed hanno consentito di ricostruire un articolato e sofisticato meccanismo fraudolento riconducibile al fenomeno noto come "vishing", caratterizzato dall'invio di messaggi di testo dal contenuto ingannevole, apparentemente provenienti da primari istituti di credito, attraverso i quali le persone offese venivano indotte a ritenere compromessa la sicurezza dei propri conti correnti. A tali messaggi faceva seguito il contatto telefonico da parte di un sedicente operatore bancario che, mediante l'utilizzo di artifici e raggiri, riusciva a carpire le credenziali dispositive di accesso ai servizi di home banking delle persone offese. Una volta ottenuto l'accesso illegittimo, le giacenze monetarie venivano distratte e trasferite su rapporti finanziari e carte prepagate nella disponibilità dell'indagato, consentendogli di conseguire un profitto illecito quantificato in circa 50.000 euro.

In tale contesto, la Sezione di Polizia Giudiziaria - aliquota Guardia di Finanza ha sviluppato una approfondita analisi dei flussi finanziari che ha permesso di ricostruire la destinazione delle somme illecitamente acquisite, spesso confluite in operazioni di prelievo di contante o in ricariche di utenze telefoniche. Parimenti, lo sviluppo degli indizi e degli elementi di prova acquisiti dall'Arma dei Carabinieri si riusciva a risalire all'identità dell'indagato e ad effettuare anche mirate attività di perquisizione e di sequestro che consentivano il recupero - già in corso di indagini - di parte della refurtiva, di device informatici e di ulteriore documentazione utile per il prosieguo delle indagini. In virtù di tali risultanze, e delle nuove potenzialità investigative offerte dalla L. 90/24, è stato possibile anche disporre il sequestro preventivo finalizzato alla confisca "per equivalente" (somme di denaro e beni costituenti il profitto dei reati contestati.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini prel mari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e il destinatario della stessa è perso a sottgposta alle indagini e, quindi, presunta innocente fino a sentenza definitiva.



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