SALERNO. Il paradosso del Mezzogiorno al centro del convegno ASI Salerno – FICEI – SVIMEZ: PIL Sud +8,5% in tre anni, ma 175mila giovani qualificati hanno già fatto le valigie Il Sud cresce, ma continua a perdere i suoi figli migliori. Questa la contraddizione al cuore del convegno "La libertà di partire, il diritto di restare", svoltosi questa mattina presso la Camera di Commercio di Salerno su iniziativa di ASI Salerno, FICEI e SVIMEZ. Un vertice a porte aperte che ha riunito istituzioni regionali e nazionali, mondo accademico, imprenditori e rappresentanti del territorio in un confronto senza precedenti sul futuro industriale del Mezzogiorno. I numeri del Rapporto SVIMEZ 2025, presentato dal Direttore Generale Luca Bianchi, disegnano un Sud in accelerazione: tra il 2021 e il 2024 il PIL meridionale è cresciuto dell'8,5%, oltre il doppio del +5,8% registrato dal Centro-Nord. L'occupazione ha guadagnato quasi 500mila unità, con il Sud che ha contribuito per oltre un terzo alla crescita occupazionale nazionale. Una performance che non ha precedenti nella storia recente del Mezzogiorno. Eppure, dietro questi dati positivi si nasconde una ferita aperta. Nello stesso triennio 2022-2024, 175mila giovani tra i 25 e i 34 anni hanno lasciato il Mezzogiorno diretti al Centro-Nord o all'estero — 7mila in più rispetto al periodo pre-pandemia. A rendere il paradosso ancora più bruciante, il profilo di chi parte: il 50% degli uomini e il 70% delle donne nella fascia 25-34 anni che emigrano sono laureati. SVIMEZ stima una perdita secca per il Mezzogiorno di circa 6,7 miliardi di euro l'anno in termini di costo di formazione del capitale umano disperso. Settant'anni di politica industriale europea: lezioni per il Sud La mattinata ha ospitato anche la presentazione del Quaderno SVIMEZ n. 73 — "Tra competitività e coesione. Vicende della politica industriale UE (1958-2025)" — con gli interventi di Marcella Panucci, docente LUISS, e Gian Paolo Manzella, Vice Presidente SVIMEZ. Il volume ripercorre quasi settant'anni di politica industriale europea, offrendo chiavi di lettura indispensabili per comprendere come le grandi trasformazioni in corso ridisegnino opportunità e rischi per le regioni meridionali d'Europa. Le voci dal tavolo: strategia, non emergenza Dal confronto tra Fulvio Bonavitacola (Assessore alle Attività Produttive della Regione Campania), Virgilio D'Antonio (Rettore dell'Università di Salerno), Emilio De Vizia (Presidente di Confindustria Campania) e Michele Somma (Presidente della Camera di Commercio della Basilicata) è emersa con forza la necessità di superare definitivamente la logica degli interventi emergenziali per costruire una strategia industriale di lungo periodo capace di valorizzare le filiere produttive del territorio, rafforzare il legame tra università e impresa e trattenere le competenze formate nel Mezzogiorno. Particolare attenzione è stata riservata al ruolo dei Consorzi per le Aree di Sviluppo Industriale quali strumenti fondamentali di governance territoriale. Antonio Visconti, Presidente del Consorzio ASI Salerno, ha posto l'accento su un principio che attraversa tutta la giornata: "Coesione è competitività". Rafforzare la dimensione delle imprese meridionali, puntare sulle competenze, favorire i rapporti tra aziende e università. Ll’impegno di ASI è sostenere le imprese con infrastrutture sicure e adeguate, capaci di migliorare la qualità del lavoro sul territorio. Piero De Luca, Capogruppo in Commissione Politiche UE della Camera dei Deputati, ha riportato la dimensione europea della questione meridionale al centro del dibattito politico nazionale, sottolineando come le sfide del Mezzogiorno siano ormai inscindibili dalle politiche di coesione dell'Unione Europea. De Luca: denatalità, ZES Unica e il futuro del Sud Le conclusioni sono state affidate all’ On. Vincenzo De Luca, che ha chiuso i lavori con una riflessione articolata sul futuro del Mezzogiorno. De Luca ha legato la crisi demografica del Sud,la denatalità come effetto della paura del futuro,all'urgenza di politiche che restituiscano ai giovani meridionali ragioni concrete per restare. Centrale nel suo intervento il tema della Zona Economica Speciale Unica del Mezzogiorno. De Luca ha sottolineato come la ZES Unica rappresenti una delle leve più promettenti per attrarre capitali e creare occupazione stabile, a patto che sia accompagnata da dotazioni infrastrutturali adeguate e da una reale semplificazione burocratica. La sfida, ha concluso, non è solo economica ma culturale: rendere il Sud un luogo dove si sceglie di costruire il proprio futuro. L'evento si inserisce nel percorso avviato da ASI Salerno, FICEI e SVIMEZ per costruire un'agenda condivisa di sviluppo industriale del Sud, nella convinzione che la questione meridionale sia oggi anche una questione nazionale ed europea: perché scegliere il proprio futuro non significhi necessariamente scegliere di andare via.