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LA DENUNCIA DELLA SOCIETÀ
LA DENUNCIA DELLA SOCIETÀ
Serie D, rissa a Barletta: trauma cranico per il capitano dell'Afragolese Agustin Torassa
Redazione
23 febbraio 2026 10:42
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AFRAGOLA. L’A.C. Afragolese denuncia un grave episodio di violenza verificatosi nell’intervallo della partita con il Barletta di domenica pomeriggio, gara valida per la 25^ giornata di serie D, disputata allo stadio “Puttilli”.  Agustin Torassa, mediano argentino e capitano della squadra rossoblu, è stato colpito con un calcio ed un pugno dal calciatore pugliese Giancarlo Malcore, riportando un trauma cranico: accompagnato all’ospedale Dimiccoli di Barletta, Torassa tornerà presto a casa dopo i controlli medici, costantemente monitorato dallo staff medico. Malcore è stato espulso e ora la sua posizione è al vaglio del giudice sportivo. Sull'accaduto indagano gli agenti della Digos della questura di Andria. 

Duro il comunicato diramato dall’Afragolese: “La nostra società ribadisce con forza che simili comportamenti non appartengono ai valori dello sport, del calcio e della leale competizione che quotidianamente cerchiamo di trasmettere dentro e fuori dal campo. Ogni forma di aggressione fisica o verbale rappresenta una sconfitta per tutto il movimento calcistico, a maggior ragione quando a esserne protagonisti sono tesserati che, per ruolo ed esperienza, dovrebbero essere esempio per i più giovani.

LA NOTA DEL BARLETTA

"L’episodio che ha coinvolto il nostro tesserato Giancarlo Malcore, poi espulso, e il calciatore dell’Afragolese Agustín Torassa, successivamente accompagnato in ospedale, va inquadrato all’interno di una gara particolarmente tesa. Per tutta la prima frazione di gioco si sono infatti susseguiti momenti di nervosismo e ingiustificati atteggiamenti provocatori da parte dello stesso Torassa, che hanno contribuito ad alimentare un clima esasperato, già noto e preso in considerazione anche nella fase di preparazione della partita.

Al rientro negli spogliatoi, nel sottopassaggio, si è verificato un momento di concitazione in un contesto di generale confusione, con la presenza contemporanea di più tesserati. In una situazione non chiara si sono registrati contatti fisici e toni accesi, rendendo complessa una ricostruzione puntuale e univoca delle singole dinamiche. È importante sottolineare come, allo stato attuale, non sia chiaro quali elementi siano stati effettivamente percepiti dalla terna arbitrale nel frangente specifico, anche in considerazione della rapidità e della concitazione con cui si sono sviluppati i fatti. Allo stesso modo, va evidenziato che le forze dell’ordine presenti non hanno assistito direttamente all’episodio. Circostanze che rendono necessario attendere con equilibrio e senso di responsabilità ogni valutazione ufficiale. Riteniamo inoltre corretto precisare che il calciatore dell’Afragolese è stato accompagnato presso l’Ospedale Dimiccoli e sottoposto agli accertamenti sanitari di rito. Da quanto appreso, è stato dimesso in tempi contenuti con prognosi confortante, elemento che contribuisce a una lettura più equilibrata dell’accaduto, evitando che l’episodio venga amplificato oltre misura.

Lo sport, a nostro avviso, è fatto di lealtà, rispetto e senso della misura, non di esasperazioni o sceneggiate. In questi giorni abbiamo visto esempi chiari di cosa significhi onorare una competizione: atleti che, anche su palcoscenici internazionali, hanno continuato a gareggiare e a essere protagonisti nonostante infortuni seri, come accaduto recentemente a un giocatore della Nazionale statunitense di hockey, rimasto sul ghiaccio fino alla conquista della medaglia d’oro pur dopo la rottura di più denti e una significativa perdita di sangue. Allo stesso modo, riteniamo giusto ricordare quanto accaduto nel corso della stessa gara a Domenico Franco, nostro tesserato, che dopo aver subito una gomitata al volto e riportato una ferita suturata con sei punti, ha scelto di restare in campo e proseguire la partita senza clamore, nel pieno rispetto dello spirito della competizione. È anche alla luce di questi esempi e di questi valori che invitiamo a mantenere equilibrio nel giudicare quanto accaduto, evitando rappresentazioni che descrivono situazioni apparentemente drammatiche e che, nei fatti, si sono poi tradotte in un accesso ospedaliero classificato in codice bianco e concluso con una dimissione dopo accertamenti di breve durata.

La S.S.D. Barletta 1922 confida nel lavoro degli organi competenti affinché venga fatta piena chiarezza, nella convinzione che ogni giudizio debba tenere conto del contesto complessivo e delle responsabilità di tutte le parti coinvolte. Il club continuerà a tutelare la propria immagine, i propri tesserati e quei valori di correttezza sportiva che rappresentano un patrimonio imprescindibile della nostra storia". In un momento storico in cui si parla con insistenza della necessità di contrastare la violenza nello sport, episodi come quello accaduto — che vedono coinvolto il calciatore Giancarlo Malcore — restituiscono un’immagine profondamente negativa del calcio e vanificano gli sforzi educativi portati avanti da società, istituzioni e famiglie.

 

 



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