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Basket, Olimpia Milano vince Coppa Italia: battipagliese Peppe Poeta al primo trofeo da allenatore
Carmelo Prestisimone
23 febbraio 2026 13:22
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TORINO. I o le “Poeta rules” che cosa vogliono dire? Emozioni, prima delle regole, sopra tutto e tutti. E non è certamente una sorpresa il trionfo di Peppe Poeta, tecnico battipagliese dell’Olimpia Milano, che vince la sua prima coppa Italia a Torino da capoallenatore dopo 3 mesi dal suo insediamento. E con Torino in edizione “Auxilium” alzò pure una Coppa Italia, da cestista però, ben 8 anni fa a Firenze. Questa è la numero 17 dell’era Armani. Il suo primo trofeo da boss della panca e della plancia, dopo il saluto di Ettore Messina da nocchiero delle scarpette rosse. Milano supera Tortona nella finale dell’Inalpi Arena 85-77 confermando di essere il migliore team del campionato perché forte nella sua struttura morale. Uno skill di alto livello innescato evidentemente dall’amministrazione di Poeta, uomo attento soprattutto agli equilibri emotivi di un team che vuole progredire anche in Europa. Squadra che funziona con Brooks e Guduric da 38 punti in tandem nel big game contro i piemontesi. Alla cloche Ellis e Bolmaro hanno piano A, B e C modulando le frequenze dei giochi come un deejay farebbe alle consolle con i suoi sound preferiti. Musica effettivamente per le orecchie di un basket italiano che dovrebbe inorgoglirsi al cospetto di tanta bellezza dopo le bastonate subite per anni in Europa e i livelli mai sollevatisi nello Stivale da qualche lustro a questa parte. Alzasse la mano chi non pensa effettivamente che “Peppino” sia oggi il miglior tecnico italiano di questo campionato. Nel caso il pellegrino sarebbe isolato e boicottato. Oltretutto Peppe Poeta è giovane, giovanissimo con i suoi 41 anni da compiere in settembre. Rendiamoci conto e riconosciamolo che il miglior allenatore italiano è un campano, un salernitano, un battipagliese cresciuto alla corte di un conterraneo più maturo come Andrea Capobianco. Campania, insomma, felix sotto tutti i punti di vista. Galeotti i legni del PalaZauli e di quella Jcoplastic dei fratelli Rossini capace di far innamorare della palla a spicchi i bimbi dell’epoca come Peppe oggi uomo e allenatore di rango. Una favola autentica, o meglio una storia sancita dalla passione e dal talento naturalmente. Cuore e attributi davanti a tutto e tutti ma soprattutto viva - e ci ripetiamo a scanso di equivoci - chi è capace di far emozionare. E quindi viva Peppe Poeta!



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