Economia
L'OPINIONE
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Conto Termico 3.0, Di Sessa: "Il blocco delle richieste dimostra che lo strumento funziona!"
Comunicato Stampa
04 marzo 2026 08:37
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SALERNO. “Il recente stop alle richieste del Conto Termico 3.0 non deve essere letto come un problema, ma come un segnale molto chiaro: la domanda di riqualificazione energetica degli edifici esiste ed è fortissima, perché quando uno strumento si esaurisce rapidamente significa che il mercato lo considera utile, concreto e operativo”: ad affermarlo è l’imprenditore cilentano Stefano Di Sessa (nella foto), esperto del settore.

“Il Conto Termico, oggi, è una delle poche misure realmente efficaci perché incentiva interventi veri come: riqualificazione energetica degli edifici; sostituzione degli impianti inefficienti; sviluppo delle rinnovabili termiche; interventi su scuole, strutture pubbliche, condomini e attività produttive - aggiunge Di Sessa - a differenza di altri strumenti, qui gli investimenti si trasformano direttamente in lavori, occupazione e riduzione dei consumi energetici. Per questo motivo il CT 3.0 non può essere considerato un incentivo ‘a sportello’ con fondi limitati: deve diventare una misura strutturale e stabile nel tempo, capace di accompagnare il settore delle costruzioni nella transizione energetica degli edifici prevista dalle direttive europee”. 

“Con una dotazione finanziaria adeguata il Conto Termico potrebbe generare ogni anno miliardi di euro di investimenti nella riqualificazione del patrimonio edilizio, migliorando la qualità delle abitazioni, riducendo le emissioni e sostenendo l’economia reale. La strada è chiara: rendere strutturale il fondo; finanziarlo con le risorse della transizione energetica; dare certezza a imprese, cittadini e pubbliche amministrazioni. L’efficienza energetica degli edifici non è solo una questione ambientale. È una leva industriale, economica e sociale per il futuro del Paese. Il settore delle costruzioni è pronto a fare la propria parte. Ora serve una visione chiara e strumenti stabili. Il buon costruire non si improvvisa. Si pianifica, si finanzia e si realizza” conclude l'imprenditore cilentano.



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