ASCEA. Dopo quasi 11 anni di udienze e processi, la sesta Sezione della Cassazione ha scritto definitivamente la parola fine in merito alle vicende giudiziarie scaturite dalla morte di Jessica Sacco (nella foto), la 22enne di Mandia (frazione del Comune di Ascea) che si tolse la vita, il 15 marzo 2015, lanciandosi dal balcone di casa durante l’ennesima lite tra il fidanzato e i familiari.
I giudici della Suprema Corte, infatti, hanno rigettato il ricorso del procuratore generale avverso la sentenza con la quale la Corte d'Assise di Appello di Salerno, il 30 giugno del 2025, aveva assolto con formula piena il padre della ragazza, Luigi Sacco, dall'accusa di maltrattamenti in famiglia "perché il fatto non sussiste". Decisione che ribaltò la sentenza di primo grado della Corte d'Assise, con la quale Luigi Sacco era stato condannato a 1 anno e 4 mesi di reclusione. Fu assolto in primo grado, invece, il fratello della ragazza, Stefano Sacco. In tutte le fasi processuali, Sacco è stato difeso dagli avvocati Antonello Natale e Luca Palma.